• Ligabue (Licom) «In centro a Modena i negozi condannati a chiudere dai nuovi centri commerciali»
    territorio modena cetro storico

    Riportiamo qui l'intervista alla presidentessa Licom, Cinzia Ligabue, apparsa questa mattina sulla Gazzetta di Modena a firma di Luca Gardinale

    Di certo i problemi li conosce bene, anche perché lei stessa ha dovuto chiudere in seguito alla richiesta di aumento di un affitto già piuttosto importante. Cinzia Ligabue, presidente provinciale dell'associazione Licom e titolare della pelletteria Martinelli di via Emilia centro (e fino all' anno scorso del Furla shop, sempre sulla via Emilia), interviene così sulla questione commercio dopo l'incontro di giovedì scorso con il sindaco Muzzarelli in vista dell' apertura del nuovo contenitore che nascerà dalla riqualificazione dell' ex stabilimento Civ & Civ di via Polonia e del raddoppio del centro commerciale "I Portali".

    Presidente Ligabue, cosa avete detto al primo cittadino alla riunione di giovedì?
    «Insieme alle altre associazioni di Rete imprese e ad alcuni rappresentanti dei centri di vicinato cittadini, gli abbiamo detto che oggi siamo molto preoccupati per l' impatto delle due grandi attività in arrivo sui centri di vicinato e sui negozi del centro storico: insomma, già per il "piccolo" commercio non è un momento felice, con esercizi che in centro devono sostenere affitti tra i quattro e i cinquemila euro al mese, e se adesso ci si mettono anche queste enormi strutture...».

    Strutture che però porteranno anche tanti nuovi posti di lavoro.
    «È vero, ma va anche considerato che di fronte a tanti posti di lavoro creati per queste grandi strutture ci saranno tanti altri posti persi nelle attività che chiuderanno, dai negozi del centro storico agli esercizi di vicinato. Oltre al numero dei dipendenti che saranno assunti dai nuovi negozi dei "Portali" e da quelli dell' ex Civ & Civ, insomma, va valutato il bilancio tra le attività che apriranno e quelle che chiuderanno: un bilancio che rischia di essere pesante per le attività "storiche" della città».

    Dal sindaco, però, sono arrivate diverse proposte per rilanciare le piccole attività, a partire dall' istituzione di un fondo per sostenere le pmi del commercio.
    «Si tratta di azioni importanti, ma non sono certa che saranno sufficienti di fronte a due forze che vanno in direzione contraria: da una parte la situazione attuale dei piccoli negozi, con il problema del caro-affitti in testa, e dall' altra l' apertura di due "giganti" che, impossibile nasconderlo, avranno un impatto su tutta la città. Pensando al Civ & Civ, ad esempio, capisco l'idea del Comune di attrarre gente da fuori e portarla in centro, ma mi sembra molto improbabile che gli acquirenti che parcheggeranno in zona tangenziale e spenderanno tempo e denaro in quella struttura poi si spostino verso la Ghirlandina. Oggi non succede per i centri commerciali, e credo proprio che non succederà anche per la nuova struttura che nascerà in via Polonia e con il raddoppio del centro commerciale di viale dello Sport. Molto semplicemente, se la torta viene divisa per più persone, le fette sono più piccole...».

    Le cose, comunque, non sono ancora definite, almeno per il comparto Civ & Civ: confidate che il percorso di confronto vada avanti?
    «Speriamo di sì, anche se questo, alla vigilia delle elezioni amministrative, non mi sembra il momento più idoneo per avviare un percorso del genere: considerando la portata delle due nuove aree commerciali che arriveranno in città, sarebbero serviti tempi e modalità di coinvolgimento diverse»


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