• Luppi: "Bene il superbonus, ma occorre difendere i piccoli"
    Gilberto Luppi

    Sono quasi tre su quattro le imprese artigiane nel comparto costruzioni a Modena e Reggio Emilia. Il dato, del primo trimestre 2020 (già in periodo Covid-19, dunque) forniti dall’ufficio Studi Lapam Confartigianato è di 7.607 imprese artigiane attive su Modena (il 73,1% del totale) e di 8.776 imprese artigiane attive (l’81,6% del totale) nel reggiano. Oltre 20mila imprese sulle due province. 
    Tra queste le artigiane fanno la parte del leone nel sottoinsieme del completamento e finitura degli edifici (dove raggiungono l’89,3% con 4.329 imprese a Modena e 5.983 imprese a Reggio Emilia), seguite da quelle di installazioni e di idraulica (con un totale di 1.701 imprese artigiane nella provincia di Modena e di 1.313 imprese artigiane in quella di Reggio Emilia).  

    “Il dato è molto significativo – sottolinea il presidente, Gilberto Luppi – e dà il senso dell’impatto che avrà sul tessuto economico locale il superbonus del 110% sulle ristrutturazioni, sul miglioramento ed efficientamento energetico e sismico. Basti pensare a un altro dato, che ci fornisce l’ufficio Studi: gli interventi incentivati hanno avuto un rilevante effetto di sostegno dell’occupazione nel comparto. Considerando gli investimenti sostenuti da detrazioni in edilizia e il fatturato per addetto nelle imprese delle costruzioni è possibile stimare che tali investimenti hanno sostenuto nella sola Emilia-Romagna 23.100 occupati, che rappresentavano il 21,4% degli occupati del settore nel IV trimestre del 2019".

    "Ora – spiega Luppi– ci troviamo di fronte al superbonus del 110% previsto dal Decreto Rilancio per spese sostenute tra il primo luglio 2020 e il 31 dicembre 2021. La misura è senz’altro molto positiva e costituisce un potenziale volano per l’intero settore. Tuttavia occorre che lo strumento sia ulteriormente precisato e migliorato per consentire anche alle micro e piccole imprese del comparto Casa di poter eseguire i lavori di riqualificazione energetica e di adeguamento sismico, senza subire le discriminazioni che la precedente normativa sulla cessione del credito con sconto in fattura aveva introdotto, a vantaggio esclusivo delle grandi imprese. È quindi necessario far sì che i soggetti coinvolti nella filiera della cessione del credito, tra cui gli intermediari finanziari e in particolare le banche, intervengano con propri strumenti per consentire alle piccole imprese che, inevitabilmente esauriranno la propria capienza fiscale nel giro di pochi interventi, di poter operare con continuità. Non dimentichiamo che le micro e piccole imprese artigiane sono realtà del territorio che lavorano con qualità e affidabilità e che consentono di mantenere occupazione e distribuzione del reddito a livello locale”.

    Le nostre proposte

    “Abbiamo promosso in questi giorni alcuni emendamenti sul Decreto Rilancio proprio su questa materia, per migliorare gli aspetti procedurali, semplificando i passaggi previsti dalla legge, chiedendo inoltre modifiche alla percentuale di detrazione per gli interventi singoli di efficientamento energetico (come i serramenti o l’impianto termico), oggi ammessi al 110% solo se collegati a grandi interventi trainanti (come il cappotto o la centrale termica nei condomini). Occorre impostare bene la norma generale, sia per quanto riguarda i soggetti ammessi che per le modalità di cessione del credito, perché si sta creando una forte aspettativa da parte del mercato privato e molti interventi, già programmati con gli ecobonus in vigore fino ad oggi, sono stati sospesi”.

    Proprio per approfondire e cogliere meglio gli aspetti tecnici e normativi del superbonus, abbiamo organizzato un seminario gratuito online giovedì 11 giugno alle 17.30 con esperti del settore e del mondo bancario.

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