• DL Semplificazioni, la proroga delle revisioni penalizza ulteriormente il settore
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    L’ulteriore proroga della scadenza delle revisioni approvata nel DL "Semplificazioni" in sede di conversione parlamentare mette a rischio migliaia di centri di controllo e la continuità di un servizio essenziale per la sicurezza degli automobilisti e delle strade. Esprimiamo forte preoccupazione per il provvedimento che va in direzione opposta a quella sollecitata da tempo dalle imprese per accelerare il graduale ripristino del servizio revisioni e rimettere al più presto le imprese del settore in condizioni di piena operatività e sostenibilità economica.

    Infatti, come previsto dal decreto "Cura Italia" resta autorizzata fino al prossimo 31 ottobre la circolazione dei veicoli con scadenza della revisione entro il 31 luglio 2020, ora il "DL Semplificazioni" consente lo spostamento dei termini per le revisioni in scadenza al 30 settembre che potranno essere effettuate fino al 31 dicembre 2020 e al 31 dicembre 2020 prorogate al 28 febbraio 2021.

    Il periodo aggiuntivo di proroga compromette ulteriormente le prospettive di attività che, sebbene consentite dalla normativa di emergenza in quanto indispensabile alla collettività, hanno subito una consistente contrazione nel periodo del lockdown ed è stata ostacolata, di fatto, dal rinvio della scadenza delle revisioni previsto dal DL “Cura Italia”, con pesanti ricadute sulle imprese del settore.

    Tale restrizione appare quindi assai penalizzante e incomprensibile, a maggior ragione nella fase attuale in cui sono state superate le limitazioni alla mobilità previste dalla richiamata normativa di emergenza.

    La nostra associazione ribadice la richiesta di un intervento urgente di correzione del provvedimento, con una adeguata rimodulazione della proroga che consenta di anticipare gradualmente la gestione delle operazioni di revisione ed evitare il congestionamento del servizio che produrrebbe problemi alle imprese e ai clienti anche per il futuro. Abbiamo ha già ricevuto rassicurazioni circa l’intenzione di intervenire in via parlamentare per modificare il provvedimento nella direzione sollecitata, ma proseguirà comunque l’azione per arrivare al più presto al risultato concreto auspicato, affinché possa essere salvaguardata l’operatività dei centri di controllo e favorita la ripresa economica delle imprese del settore, su cui poggia la sicurezza del parco auto circolante del nostro Paese.

    La normativa attuale

    A chiarimento riportiamo un breve riepilogo sulla normativa attuale:

    1 - la Legge n.27 del 24/04/2020 autorizzava la circolazione dei veicoli con revisione in scadenza entro il 31 luglio 2020 fino al 31 ottobre 2020, anche se con revisione scaduta;

    2 - il Regolamento Europeo 698/2020 del 25/05/2020 ha disposto un'ulteriore proroga (parzialmente in contrasto con la norma nazionale e per questo coordinata da apposita circolare del Ministero degli Interni) per i soli autoveicoli nonchè i rimorchi oltre 35 q.li, precisando che per le revisioni in scadenza nel periodo febbraio 2020 - agosto 2020 le scadenze venivano posticipate ciascuna di sette mesi;

    3 - il 09/09/2020 la Camera dei Deputati, durante l'approvazione del Decreto "Semplificazioni" ha accolto ed inserito nel testo definitivo, un emendamento all'art.92 comma 4 della Legge n.27 del 24/04/2020 autorizzando la circolazione fino al 31 dicembre 2020 dei veicoli in scadenza entro il 30 settembre e fino al 28 febbraio 2021 dei veicoli in scadenza entro il 31 dicembre 2020 (ancora una volta parzialmente in contrasto con il Regolamento Europeo 698/2020).

    Riteniamo che, in base al principio di preferenza sancito dall'art.10 comma 1 della Convenzione di Bruxelles sul diritto dell'Unione europea, il diritto dell'UE prevalga sul diritto interno degli Stati membri e che il Regolamento UE rientri tra gli atti legislativi vincolanti. Occorre però attendere il chiarimento da parte degli organi competenti (Ministero degli Interni e Ministero dei Trasporti) con l'emanazione di circolari che dovranno coordinare e chiarire l'interpretazione delle norme sin qui promulgate.


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