• Beffa per i terremotati: rischiano di perdere l'esenzione dalle imposte
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    L'hanno già definita la 'beffa' di fine d' anno. Tutta colpa della burocrazia se il provvedimento sulle zone franche urbane, che prevede l' esenzione dalle imposte per le imprese dell' area del sisma e dell' alluvione, perderà la sua efficacia per il 2015. «Il Decreto non è ancora operativo, il provvedimento non c' è - chiosa Giorgio Vecchi, presidente provinciale di Confcommercio Modena e coordinatore di Rete Imprese Italia, che riunisce Lapam, Confartigianato, Confcommercio, Fam, Confesercenti e Cna : e il rischio - sottolinea Vecchi - è che le popolazioni dei centri del cratere siano costrette a pagare le tasse. Abbiamo già sollecitato i vertici regionali e ci siamo mossi a tutti i livelli istituzionali, siamo in attesa. E' tuttavia inaccettabile il silenzio del ministero che dovrebbe dare il via al bando per le esenzioni delle imposte.
    Dopo oltre tre anni dal sisma, il territorio colpito da più catastrofi naturali ha bisogno di ripartire, soprattutto le piccole aziende hanno bisogno di ossigeno». «Il 30 novembre - precisa Erio Luigi Munari, presidente provinciale Lapam Confartigianato - scadranno i termini per il secondo acconto delle imposte, quindi il 100% delle imposte sull' anno precedente, e nonostante le sollecitazioni fatte a tutti i livelli istituzionali ancora non esiste traccia del provvedimento che consente di dare il via al bando per le esenzioni delle imposte».
    Le popolazioni dei centri del cratere potrebbero non pagare le tasse, ma la burocrazia frena l' esenzione. «Fra 30 giorni - dichiara Mauro Bega, responsabile Confesercenti Bassa modenese - il provvedimento sulle zone franche urbane, che prevede l' esenzione dalle imposte per le imprese dell' area sisma ed alluvione, perderà la sua efficacia per il 2015». Per Rete Imprese «è inaccettabile il silenzio del governo, anche in considerazione del fatto che per molti Comuni non è ancora chiaro il perimetro delle zone stesse».
    Se il governo ha le sue colpe, non sono da meno i Comuni interessati. Secondo Umberto Venturi, presidente provinciale di Cna, «a fine agosto era stato chiesto a 20 Comuni di indicare il perimetro delle realtà che potevano beneficiare degli effetti della legge sulle zone franche urbane, ma ad oggi abbiamo ottenuto solo tre risposte». Un grave duplice ritardo

     


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