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Cos’è e come funziona il bonus acqua

Con l’obiettivo di ridurre il consumo di acqua in plastica, la Legge di Bilancio 2021 (qui il nostro speciale dedicato ndr.) ha introdotto uno speciale credito d’imposta per l’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di anidride carbonica alimentare E 290, per “il miglioramento qualitativo dell’acqua potabile erogata dagli acquedotti pubblici”.

Questo bonus copre il 50% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo non superiore a 1.000 euro per i privati cittadini e per ciascun unità immobiliare e fino a 5.000 euro per ciascun immobile adibito ad attività commerciali o istituzionali.

Chi può richiederlo

Fino al 31 dicembre 2022 questo credito d’imposta può essere richiesto da:

  • persone fisiche;
  • soggetti esercenti attività d’impresa;
  • soggetti esercenti attività artistiche o professionali;
  • enti non commerciali compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti.

Il 16 giugno scorso l’Agenzia delle Entrate ha chiarito le modalità di attuazione della norma definendo l’ambito soggettivo, quello oggettivo e i requisiti per il riconoscimento del credito d’imposta.

Come calcolare le spese

Su questo fronte l’Agenzia delle entrate ha chiarito che:

  • per le persone fisiche, gli esercenti arti e professioni e gli enti non commerciali, nonché per le imprese individuali e le società di persone in regime di contabilità semplificata, le spese sono imputate al criterio di cassa e, quindi, alla data dell’effettivo pagamento.
  • per le imprese in contabilità semplificata con opzione per il criterio del “registrato”, in base alla data di registrazione dei documenti di acquisto.
  • per le imprese in contabilità ordinaria in base al criterio di competenza.

Tranne che per i soggetti in contabilità ordinaria, le spese, ai fini del credito d’imposta in esame, devono essere effettuate con versamento bancario o postale o con sistemi di pagamento tracciabile. Le spese vanno poi documentate tramite fattura elettronica o documento commerciale in cui è riportato il codice fiscale del soggetto richiedente il credito.

Infine dal 1° febbraio al 28 febbraio dell’anno successivo a quello di sostenimento delle spese agevolabili, i soggetti che hanno i requisiti previsti dalla legge per accedere al credito d’imposta, possono comunicare all’Agenzia delle entrate l’ammontare delle spese ammissibili sostenute nell’anno precedente.

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