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Alta spesa pubblica e bassa efficacia dei servizi – Italia all’ 8° posto in Europa

20 Aprile 2015

L’esame congiunto delle variabili di finanza pubblica e degli indicatori sul contesto per fare impresa mette in evidenza che in Italia vi è una tendenziale minore efficacia della spesa pubblica: l’Italia, infatti, è all’8° posto per livello della spesa pubblica primaria (45,9% del Pil) ma retrocede al 23° posto per condizioni favorevoli a ‘fare impresa’, sulle quali hanno grande rilevanza la qualità dei servizi pubblici.
mantenere gli equilibri di bilancio, una elevata – ma poco efficace – spesa pubblica richiede ingenti e crescenti prelievi fiscali: l’Italia, infatti, è al 1° posto in UE a 28 per crescita della pressione fiscale tra il 2005 e il 2015 (+4 punti di Pil) ed è al 7° posto per livello della pressione fiscale (43,2% del Pil nel 2015).

Le riforme della ‘macchina statale’ richiedono, quindi, una riorganizzazione dei processi di servizio orientata al recupero di efficacia ed efficienza, con particolare attenzione alle risorse umane in campo nella gestione dei processi burocratici, aspetto prioritario come in tutte le attività di servizio. Una migliore organizzazione delle risorse umane nei processi pubblici è auspicabile e possibile: a tal riguardo va ricordato che nel 2015 mentre la Germania registra una spesa per dipendenti pubblici pari al 7,7% del Pil collocandosi al 6° posto nell’Unione a 28 per contesto favorevole a fare impresa, il Regno Unito con l’8,9% del Pil di spesa per dipendenti pubblici sale al 2° posto nel ranking di fare impresa, l’Italia, con una spesa per dipendenti pubblici pari al 10,0% si colloca, come abbiamo visto, al 23° posto nella classifica di fare impresa.

 

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