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Erboristi: verso il salvataggio della Legge 99/1931

28 Gennaio 2018

Lo "Schema di decreto legislativo recante disciplina della coltivazione, della raccolta e della prima trasformazione delle piante officinali" tuttora all'esame delle Commisioni parlamentari per il parere in merito non dovrebbe andare ad abrogare la Legge 99 del 1931, quella legata all'istituzione e regolamentazione della figura dell'erborista.

Il condizionale è d'obbligo, e per capire lo stato dell'arte viene di seguito riepilogato l'evoluzione di questo provvedimento.

Lo schema di decreto in fase di valutazione

Lo "Schema di decreto legislativo recante disciplina della coltivazione, della raccolta e della prima trasformazione delle piante officinali" riguarda la disciplina della coltivazione, della raccolta e della prima trasformazione delle piante officinali, e da circa un mese è in corso l'iter parlamentare presso le Commissioni competenti per ottenere il prescritto parere. Questo schema di decreto, all'articolo 8 prevede espressamente l'abrogazione della legge 99/1931, comunemente nota come la legge di istituzione e regolamentazione della figura dell'erborista.

La Legge 99/1931

La disciplina attualmente vigente in materia di erboristeria (cioè la citata Legge 99/1931) prevede che chiunque vuole raccogliere piante officinali debba avere un'apposita autorizzazione e che per l'utilizzazione delle predette piante deve essere conseguito il diploma di erborista. Lo schema di decreto in discussione prevede invece che le attività di coltivazione, raccolta e prima trasformazione in azienda delle piante sono consentite alle imprese agricole senza necessità di autorizzazione, abrogando la Legge 99/1931 creando una sorta di vuoto normativo sulla figura e l'attività dell'erborista che in tal modo non troverebbe più alcuna regolamentazione specifica nel settore. 

La tutela della professione

Lapam Confartiginato FederImpresa Erbe, in sinergia con tutte le forze di rappresentanza della categoria, ha espresso particolare preoccupazione ritenendo che come punto prioritario d'interesse debba essere la salvaguardia della figura dell'erborista, non abrogando la Legge 99/1931 e mantenere u corpus normativo che veda l'erborista quale operatore, in possesso di una laurea breve in erboristeria o del diploma previsto dalla legge, abilitato ad utilizzare, effettuare lavorazioni e miscelazioni delle piante officinali e dei loro derivati, in via esclusiva per determinate specificità.

Le modifiche, i lavori in corso e le dichiarazioni ufficiali rilasciate

Che l'azione di sensibilizzazione abbia portato ad una correzione dell'attività legislativa in corso è da rilevarsi nelle note rilasciate dalle deputate Alessia Morani, Simona Malpezzi e Alessia Rotta, le quali, con riferimento alle Legge 99/1931 hanno dichiarato che : "Dagli uffici competenti abbiamo avuto la rassicurazione che, contrariamente a quanto temuto, tale legge non verrà abrogata. Si tratta di un atto dovuto nei confronti non solo delle migliaia di persone e imprese che operano nel settore erboristico ma anche di una tradizione scientifica che, da tempi antichissimi, offre un significativo contributo al benessere e alla salute”. E ancora : “Gli erboristi e il tutto il settore dell’erboristeria non corrono più alcun rischio: la legge del 1931 sulle erbe officinali non verrà abrogata. Il nostro interessamento presso i ministeri dell’Agricoltura e della Salute, avvenuto anche grazie all’aiuto della collega Donata Lenzi, ha fatto sì che si sia arrivati a un chiarimento a proposito della legge del 1931 che disciplina la coltivazione, la raccolta e il commercio delle piante officinali. Dagli uffici competenti abbiamo avuto la rassicurazione che, contrariamente a quanto temuto, tale legge non verrà abrogata. Chi svolge la professione di erborista o lavora in aziende del comparto, non ha dunque nulla da temere. Si tratta di un atto dovuto nei confronti non solo delle migliaia di persone e imprese che operano nel settore erboristico ma anche di una tradizione scientifica che, da tempi antichissimi, offre un significativo contributo al benessere e alla salute”.

Certo le dichiarazioni non sono provvedimenti approvati, ma pare che il provvedimento sia in fase di correzione nella direzione auspicata, in ogni caso sarà fondamentale manterenere alta l'attenzione su questo iter legislativo quanto mai importante per la catagoria.

Per maggiori informazioni

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