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Furti, escalation intollerabile – Lapam a Pavullo denuncia Grave situazione

13 Novembre 2014

«Furti, escalation intollerabile»
«I cittadini possono adottare alcuni accorgimenti per difendersi»

Proviamo tutti a collaborare per risolvere il problema della microcriminalità. In Appennino nelle ultime settimane ormai non si parla d’altro. E tra ondate di furti nelle abitazioni e nelle attività commerciali, preoccupazioni in piazza e su internet, rabbia ed esasperazione tra i cittadini, c’è anche chi cerca di essere propositivo e dispensare qualche consiglio. È il caso di Lapam, intervenuta in questi giorni sul tema della sicurezza. Del resto la stessa associazione di categoria è stata vittima di un episodio di furto proprio nei giorni scorsi. Ignoti sono riusciti ad entrare nella sede di Lapam di Pavullo, riuscendo a portare a casa fortunatamente soltanto un magro bottino.
«Riteniamo che Lapam debba far sentire la propria voce, dando pieno sostegno ai cittadini come già fatto nel 2012 con il ciclo di incontri tenuti nei principali centri montani per dare suggerimenti concreti di difesi – precisa Andrea Bergamini, presidente Lapam Zona Frignan -. È intollerabile l’escalation di furti che si sta verificando nei centri montani, in cui si susseguano eventi criminosi a un ritmo che desta crescente preoccupazione», aggiunge l’associazione Lapam, che in questi giorni si è confrontata con alcuni corpi delle forze dell’ordine per cercare soluzioni con l’obiettivo di diminuire i rischi.
Tanti gli accorgimenti che un cittadino può adottare.
Qualche esempio?
«Collegare un allarme antifurto, dotato di combinatore telefonico, con la polizia o i carabinieri o informare il 112 per segnalare un’auto o comportamenti sospetti, un prezioso e doveroso contributo della cittadinanza», spiega il presidente Lapam. Ancora, «tenere televisione, radio o qualche luce accesa in casa e illuminare l’esterno dell’abitazione per dissuadere i malintenzionati. Una porta blindata senza mandata si apre con una carta di credito perciò è bene chiudere le porte e non lasciare chiavi nel portaombrelli, sotto lo zerbino o in altri luoghi facilmente raggiungibili. Un ladro esperto apre velocemente serrature di vecchia concezione mentre è più in difficoltà se si trova di fronte a serrature con cilindro o un buon chiavistello».
, massima attenzione. Anche ai più piccoli particolari.

il Resto del Carlino MODENA gio, 13 nov 2014


«Ecco gli accorgimenti contro i furti»

La nuova ondata di furti ai danni di imprese e residenti dei Comuni del Frignano ripropone il tema della sicurezza e provoca la presa di posizione della Lapam. «È doveroso da parte nostra il pieno sostegno ai cittadini, come già fatto nel 2012 con il ciclo di incontri tenuti nei principali centri montani per dare suggerimenti concreti di difesa – spiegano i vertici dell’associazione – È intollerabile l'escalation di furti che si sta verificando nei centri montani». «Purtroppo il rischio di subire un furto non può essere azzerato – sottolinea Andrea Bergamini, presidente Lapam Frignano – Maturare tale consapevolezza può aiutare ad aumentare il livello di sicurezza adottando comportamenti e seguendo modalità che sono il frutto della esperienza delle forze dell’ordine e dello studio dei criminologi.Ci sono alcuni accorgimenti, come collegare un allarme antifurto dotato di combinatore telefonico con la polizia o i carabinieri, o informare il 112 per segnalare un’auto o comportamenti sospetti. Inoltre, anche i ladri cercano di ridurre i rischi, quindi il consiglio è tenere la televisione o qualche luce accesa in casa e illuminare l'esterno della casa per dissuadere i malintenzionati. Una porta blindata senza mandata si apre con una carta di credito perciò è bene chiudere le porte e non lasciare chiavi nel portaombrelli, sotto lo zerbino o in altri luoghi raggiungibili. Un ladro esperto apre velocemente serrature di vecchia concezione, mentre è più in difficoltà se si trova di fronte a serrature con cilindro o un buon chiavistello. Proviamo tutti a collaborare per risolvere il problema criminalità con il quale non abbiamo nessuna voglia di convivere».

Gazzetta di Modena 13 novembre 2014

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