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La ripresa è sostenuta dagli investimenti privati, il pubblico è ancora in frenata

17 Maggio 2018

“Gli investimenti nel nostro Paese sono in aumento solo grazie alle imprese e alle famiglie. Il pubblico da anni investe sempre meno, in particolare nelle costruzioni. In questo modo il settore ciclico per eccellenza, quello che da sempre fa da volano, è in piena crisi, una crisi che sembra non avere fine”. È amaro il commento della nostra associazione all’analisi del centro studi nazionale di Confartigianato.

“L’attuale fase di ripresa economia, confermata dall’aumento del PIL dello 0,3% nel primo trimestre 2018 certificato dall’Istat, è trainata dagli investimenti – commenta Lapam -. Nel 2017 gli investimenti fissi lordi, valutati a prezzi correnti, salgono del 4,3%, pari a 12,5 miliardi di euro in più. Ma, come detto, la totalità dell’incremento viene generato da 13 miliardi di euro in più degli investimenti delle imprese che salgono del 6,9% e dalle famiglie (+1,5 miliardi di euro, pari al +2,4%) mentre prosegue il calo degli investimenti pubblici che scendono del 5,6%, ben 2 miliardi di euro in meno rispetto a quanto contabilizzato nel 2016”.

Nel 2017 gli investimenti pubblici si collocano al minimo storico del 2% del PIL, inferiore di 0,6 punti percentuali rispetto alla media dell’Eurozona (2,6% di PIL nel 2017). Il calo degli investimenti pubblici nel 2017 è dato da una riduzione del 7,6% degli investimenti in costruzioni, a fronte di un calo del 4,5% per impianti, macchinari ed armamenti e di una riduzione del 9,9% dei prodotti di proprietà intellettuale (R&S, software, database, ecc..). Il calo degli investimenti complessivi è più marcato per le Amministrazioni locali (-6,2%) rispetto a quello delle Amministrazioni centrali ed enti di previdenza (-4,9%).

Per gli investimenti in costruzioni l’80,2% viene realizzato dalla Amministrazioni locali che nel 2017 registrano una flessione del 6,6% mentre le Amministrazioni centrali ed enti di previdenza registrano una riduzione di intensità quasi doppia (-11,8%)
riduzione di risorse da una parte e l’introduzione del nuovo codice degli appalti nei contratti pubblici dall’altra, hanno creato una lunga fase transitoria di applicazione del codice e di conseguenza un ulteriore ostacolo nell’accesso alle gare per le piccole imprese del comparto costruzioni.

“Il calo degli investimenti pubblici – conclude Lapam Confartigianato – è molto ampio se valutato nel lungo periodo: tra il massimo del 2009 e il minimo del 2017, a prezzi correnti, si registra una riduzione degli investimenti pubblici del 37,9%. Nel periodo esaminato gli interventi pubblici per edifici, opere stradali e altre infrastrutture edilizie si sono dimezzati (-47,9%) scaricando effetti depressivi sull’occupazione del settore delle Costruzioni. Non dimentichiamo che tra il 2010 e il 2017 nelle costruzioni si sono persi mezzo milione di posti di lavoro, esattamente 501mila!”.

 

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