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Cassa integrazione: approvato il decreto legge n° 52

Il decreto legge n°52 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento è quindi in vigore da oggi, mercoledì 17 giugno. 

La novità più significativa è quella contenuta all'articolo 1 del decreto che sancisce la possibilità di usufruire di ulteriori quattro settimane di CIGO (cassa integrazione ordinaria ndr.) e assegno ordinario anche prima del 1° settembre 2020, ma solo per quei datori di lavoro che abbiano interamente fruito delle 14 settimane concesse precedentemente (vedi DL "Cura Italia").

Il massimo totale arriva ora a 18 settimane di integrazione salariale a fronte delle conseguenze innescate dall'emergenza Covid-19. 

Entro che termini presentare la domanda

Le domande per i trattamenti di integrazione salariale con causale Covid-19 devono essere presentate entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell'attività lavorativa.
le domande riferite a periodi di sospensione o riduzione dell'attività lavorativa che hanno avuto inizio nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020, il termine è fissato al 15 luglio 2020.

Attenzione: in entrambi i casi i termini devono essere rispettati attentamente, pena l'esclusione della domanda. 

Come specificato in premessa, per accedere a queste ultime 4 settimane è necessario che il datore di lavoro abbia interamente fruito delle prime 14 settimane, ossia 9 più 5.
confermata anche da FSBA (Fondo di solidarietà bilaterale artigiana ndr.) in una comunicazione successiva alla pubblicazione del decreto n°52. 
Non è quindi possibile richiedere il secondo blocco di 9 settimane previste dal DL "Rilancio" in un'unica soluzione. Tradotto? Un ulteriore aggravio di adempimenti per le imprese che dovranno prima richiedere le 5 settimane e poi inoltrare nuova richiesta per le altre 4. 

Il decreto dispone inoltre che: "indipendentemente dal periodo di riferimento, i datori di lavoro che abbiano erroneamente presentato domanda per trattamenti diversi da quelli a cui avrebbero avuto diritto, o comunque con errori o omissioni che ne hanno impedito l’accettazione, possano presentare la domanda nelle modalità corrette entro trenta giorni dalla comunicazione dell’errore nella precedente istanza da parte dell’amministrazione di riferimento, a pena di decadenza, anche nelle more della revoca dell’eventuale provvedimento di concessione emanato".

Sempre all'articolo 1 (comma 3) il decreto sancisce inoltre che "il datore di lavoro è obbligato ad inviare all'Inps tutti i dati necessari per il pagamento o per il saldo dell'integrazione salariale entro la fine del mese successivo a quello in cui è collocato il periodo di integrazione salariale, ovvero, se posteriore, entro il termine di trenta giorni dall'adozione del provvedimento di concessione. 
sede di prima applicazione, i termini di cui al presente comma sono spostati al trentesimo giorno successivo all'entrata in vigore del presente decreto se tale ultima data è posteriore a quella di cui al primo periodo".

Infine, agli articoli 2 e 3, il decreto interviene sulle procedure di emersione del lavoro irregolare, ampliando i termini di presentazione delle relative istanze sulle richieste di permessi temporanei di soggiorno per extracomunitari e sul Reddito di emergenza.

Per maggiori informazioni

Per maggiori informazioni e chiarimenti relativi alle misure contenute nel DL n° 52, si invita a contattare le nostre sedi di riferimento, tramite mail o telefono. 
Qui l'elenco completo con tutti i riferimenti delle nostre sedi 

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