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Dal 2018 sanzioni in caso di controlli per chi usa borse di plastica non a norma

24 Novembre 2017

Dal 2018 sanzioni in caso di controlli per chi usa borse di plastica non a norma

Dal 13 agosto 2017 non sono più utilizzabili borse di plastica che non rispondano alle caratteristiche richieste. Con la conversione in legge, nel cosiddetto del D.L. 91/2017 "Decreto crescita mezzogiorno" sono state introdotte nuove disposizioni nel TU ambiente riguardanti la commercializzazione delle borse in plastica, che sostituiscono quelle finora vigenti. La nuova normativa si applica a tutte le borse di plastica, ossia realizzate con polimeri, “con o senza manici”. Questo significa che sono incluse sia le borse “fornite ai consumatori per il trasporto di merci o prodotti” (ad esempio le borse che vengono fornite alla cassa dei supermercati), sia quelle “richieste a fini di igiene o fornite come imballaggio primario per alimenti sfusi” (sono le borse che troviamo nei reparti ortofrutta, gastronomia, macelleria, etc.).

Le norme di riferimento dispongono che anche i sacchetti in plastica ultraleggeri (spessore inferiore ai 15 micron), utilizzati tipicamente come imballaggio primario per la vendita di prodotti alimentari sfusi o per il trasporto di merci e prodotti, debbano tassativamente rispondere a determinati requisiti tecnici certificati da organismi accreditati:

– essere biodegradabili e compostabili secondo la norma armonizzata UNI EN 13432:2002 (stessa norma stabilita dal D.M. 18 marzo 2013 per i sacchetti utilizzabili per la raccolta dei rifiuti organici);

– avere un contenuto minimo di materia prima rinnovabile di almeno il 40%.

Le borse di plastica con le nuove caratteristiche potranno essere commercializzate solo a pagamento, e il prezzo di vendita per singola unità dovrà risultare dallo scontrino della spesa (o dalla fattura d’acquisto delle merci).

Le caratteristiche tecniche che dovranno avere le borse di plastica per essere commercializzate.

La nuova normativa distingue tre tipologie di borse:

– borse per alimenti sfusi,
– borse per il trasporto,
– borse riutilizzabili,

di seguito nel dettaglio.

Le borse plastica utilizzate come imballaggio primario per alimenti sfusi o fornite a fini igienici (reparti ortofrutta, panetteria, gastronomia, macelleria pescheria) devono rispettare i seguenti parametri:
– spessore del materiale (della singola parete): <15 micron
– certificate biodegradabili e compostabili (UNI EN 13432:2002) da organismi accreditati e riconoscibili.
– contenuto minimo materia prima rinnovabile, certificato EN 16640:2017 da organismi accreditati: almeno il 40% a partire dal 1.1.2018 (50% a partire dal 1.1.2020; 60% a partire dal 1.1.2021)
– conformità alla normativa sull’utilizzo dei materiali destinati al contatto con gli alimenti DM 21/3/1973 [regolamenti (UE) 10/2011, (CE) 1935/04 e (CE) 2023/06]
– non possono essere cedute gratuitamente e il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto
– devono essere apposti gli elementi identificativi del produttore nonché diciture idonee ad attestare il possesso dei requisiti di legge (ad esempio “borsa per alimenti sfusi, biodegradabile e compostabile UNI EN 13432:2002, con contenuto minimo di materia prima rinnovabile del… %, prodotta da…”) 

Le borse in plastica per il trasporto (utilizzate ad esempio alla cassa):
– nessun limite di spessore del materiale della singola parete
– certificate biodegradabili e compostabili (UNI EN 13432:2002) da organismi accreditati e riconoscibili.
– non possono essere cedute gratuitamente e il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto
– devono essere apposti gli elementi identificativi del produttore nonché diciture idonee ad attestare il possesso dei requisiti di legge (ad esempio “borsa per il trasporto, biodegradabile e compostabile UNI EN 13432:2002, prodotta da…”)

Le borse di plastica riutilizzabili per il trasporto di merci in plastica tradizionale:
– maniglia esterna: spessore del materiale (della singola parete) superiore a 200 micron se utilizzata in esercizi che vendono anche generi alimentari (30% plastica riciclata); spessore del materiale (della singola parete) superiore a 100 micron se utilizzata in esercizi che vendono solo prodotti diversi dai generi alimentari (10% plastica riciclata)
– maniglia interna: spessore del materiale (della singola parete) superiore a 100 micron se utilizzata in esercizi che vendono anche generi alimentari (30% plastica riciclata); spessore del materiale (della singola parete) superiore a 60 micron se utilizzata in esercizi che vendono solo prodotti diversi dai generi alimentari (10% plastica riciclata)
– non possono essere cedute gratuitamente e il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino o fattura d’acquisto
essere apposti gli elementi identificativi del produttore nonché diciture idonee ad attestare il possesso degli spessori e degli altri requisiti di legge (ad esempio “borsa per il trasporto riutilizzabile con spessore di… micron e % di plastica riciclata del…%, prodotta da…”

Le sanzioni previste (a partire dal 1 gennaio 2018)

In violazione delle disposizioni di legge si applicano, sostanzialmente, le sanzioni già previste per la violazione delle disposizioni sulla commercializzazione delle altre tipologie ammesse di borse in plastica. Precisamente, si tratta di sanzioni amministrative pecuniarie che vanno da un minimo di 2.500 ad un massimo di 25.000 euro, con aumento fino al quadruplo del massimo se la violazione sia relativa ad ingenti quantitativi di sacchetti o ad un valore di questi ultimi superiore al 10% del fatturato.

Le sanzioni saranno in vigore dal 1° gennaio 2018, fino al 31 dicembre 2017 pertanto potranno essere utilizzate le scorte di magazzino delle vecchie borse in plastica ultraleggera.

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