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Decreto rilancio e pensionati, l’appello di Gian Lauro Rossi

3 Agosto 2020

«Apprezziamo le misure del Governo contenute nel Decreto Rilancio che si propongono di dare un nuovo assetto alla sanità territoriale e di rendere più sicure le residenze per anziani nell’emergenza pandemia, nonché quelle che hanno incrementato il Fondo per le non autosufficienze di ulteriori 90 milioni per il 2020, di cui 20 milioni destinati alla realizzazione di progetti per la vita indipendente. Tuttavia è illusorio pensare che gli stanziamenti del decreto siano sufficienti a dare risposte esaurienti alle tante famiglie che debbono occuparsi ogni giorno di familiari non autosufficienti e ai pensionati che, anche a causa della pandemia, si trovano in gravi difficoltà».

Gian Lauro Rossi, presidente Anap Confartigianato Modena-Reggio Emilia, ha commentato così il provvedimento del Governo, e prosegue:

«Auspichiamo che l’impegno del Governo per la ripresa del Paese, favorita dagli ingenti stanziamenti messi a disposizione dall’Unione Europea, consideri anche la necessità di affrontare e risolvere i problemi sociali, che non sono disgiunti da quelli economici. L’abbiamo fatto presente più volte ma, come dicevano i latini, repetita iuvant: il potere d’acquisto delle pensioni è calato e di molto in questi ultimi anni arrivando, secondo alcuni studi, a perdere il 10%. Molti pensionati vivono oggi in una condizione assai disagiata, con il rischio, per quelli che sono al limite più basso, di scivolare verso una condizione di povertà relativa se non assoluta. Si impone una più equa imposizione fiscale in favore dei pensionati che sono stati sinora ignorati dai vari provvedimenti presi nei confronti dei lavoratori dipendenti. L’attuale imposizione fiscale è una delle cause della perdita del potere d’acquisto delle pensioni. Il problema della non autosufficienza non è stato fino a oggi adeguatamente affrontato: è necessario, come ribadiamo da molto tempo a questa parte, mettere mano ad una legge quadro che garantisca una tutela effettiva a tutti coloro che sono in questo stato di estrema fragilità. Su questi tre temi richiamiamo l’attenzione del Governo, auspicando che si possa aprire una fase di collaborazione e di interlocuzione con le organizzazioni dei pensionati, a cui fin d’ora ci dichiariamo disponibili».

 

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