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«Esentare da Tari e Imu i beni strumentali»

14 Dicembre 2015

Le richieste di Rete Imprese in vista dei bilanci previsionali: «Esentare da Tari e Imu i beni strumentali»

Contenere le tasse a partire da Tari e Imu, dalla cui applicazione «vanno esclusi i beni strumentali d' impresa»; destinare una quota degli oneri di urbanizzazione a progetti di rigenerazione urbana; riorganizzare i livelli istituzionali, puntando sulle fusioni e favorendo così nuovi investimenti: semplificare le procedure amministrative dando vita a commissioni ad hoc; combattere l' evasione e l' abusivismo; incrementare gli investimenti di risorse e uomini sul tema della sicurezza. Sono queste le richieste di Rete imprese Italia ai Comuni modenesi in vista dell' elaborazione dei bilanci di previsione 2016. Se nel capoluogo la giunta ha annunciato che le tasse non cresceranno nonostante il nuovo aumento previsto per la Tari, il gruppo costituito da Confcommercio, Cna, Confesercenti, Fam, Lapam e Licom auspica dunque una svolta fiscale e amministrativa in tutto il territorio.

Giorgio Vecchi, presidente provinciale di Confcommercio e coordinatore di Rete imprese, sollecita «misure strutturali, a livello centrale ed in periferia, capaci di mettere al centro le ragioni delle micro piccole e medie imprese italiane, che rappresentano il 98% del tessuto produttivo e danno lavoro a quasi il 52,5% degli occupati, realizzando il 69% del fatturato del Paese». Mentre il presidente provinciale Cna Umberto Venturi puntualizza come l' Imu non debba essere applicata agli immobili strumentali e come sulla Tari vada strutturato «un sistema tariffario capace di fotografare la reale produzione di rifiuti», l' omologo di Confesercenti, Massimo Silingardi, chiede ai Comuni di riservare una quota degli oneri di urbanizzazione «a progetti di rigenerazione urbana, che pongano al centro il tema della valorizzazione e rinascita del commercio e artigianato di vicinato». A proposito delle fusioni dei Comuni e delle riforme istituzionali, invece, è Luigi Munari, presidente provinciale di Lapam Confartigianato, a spingere per «riorganizzare i livelli istituzionali, semplificare le procedure e sburocratizzare». Vecchi si concentra poi sull' abusivismo commerciale che «tocca storicamente diversi settori, ristorazione, locali notturni, artigianato di servizio, ma che sta dilagando in nuovi comparti, come quello della ricettività». Infine, per quanto riguarda sicurezza e ordine pubblico, Lapam, Confesercenti, Fam Confcommercio e Cna, anche a fronte dell' escalation di delitti delle ultime settimane, chiedono «un potenziamento del presidio territoriale, investimenti sul tema della videosorveglianza».

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