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Fatturazione elettronica, cosa cambia dal 1°gennaio 2019?

L'obbligo di fatturazione elettronica tra privati, già ribattezzata e-fattura, per tutte le operazioni di cessione di beni e servizi è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 ed entrerà a pieno regime a inizio 2019.
provvedimento si è reso necessario per ridurre l'evasione fiscale del gettito Iva, per cui l'Italia primeggia negativamente in Europa (secondo le recenti stime della Commissione Europea 35 miliardi su 150 evasi ogni anno in Unione Europea, provengono dal nostro Paese ndr.) ma anche per semplificare la burocrazia fiscale italiana e virare decisamente verso una completa digitalizzazione dei processi aziendali entro il 2020, così come fissato dagli obbiettivi europei.
sfida su cui il Paese sta lavorando dal 2007 ma che ha ottenuto gli onori delle cronache solo in queste ultime settimane, con la profusione di articoli e provvedimenti urgenti atti a prorogare la scadenza ultima per l'adozione della e-fattura per quella categoria che per prima doveva utilizzarla, quella dei gestori dei distributori di carburante.
di là dell'obbligo informatico, che affronteremo tra poco, l'introduzione della fatturazione elettronica porta con sé alcuni vantaggi che è bene evidenziare.
su tutti è quello emerso da una recente analisi condotta dalla School of Management del Politecnico di Milano, e più precisamente dall'Osservatorio fatturazione elettronica & e-commerce B2B, che ha rilevato un risparmio compreso tra i 5 e gli 8 euro per ogni fattura e tra i 25 e i 65 euro per ciascun ordine effettuato dall'impresa che abbia digitalizzato l'intero ciclo.
l'adozione della fatturazione elettronica potrebbe portare al superamento come richiesto a gran voce da Lapam e Confartigianato del cosiddetto Split Payment (per ora nel decreto Dignità è stata prevista l’abolizione per le prestazioni dei soli professionisti nei confronti della PA ndr.), ossia del meccanismo per cui è la PA a versare l'Iva nelle operazione con i fornitori privati.
migliora il rapporto tra contribuente e Fisco, che non potrà richiedere l'esibizione delle fatture perché già in suo possesso, e proseguendo nel solco di politiche atte a premiare l'affidabilità fiscale del cittadino e dell'impresa.

Digitalizzazione, rimane alto il gap tra piccole e grandi imprese

Secondo lo studio del Politecnico citato sopra rimane però alto il divario che separa le micro e piccole imprese dai processi di digitalizzazione. Un fattore dovuto, secondo il campione analizzato dall'Università milanese, alla scarsa diffusione di competenze digitali nel personale deputato ad avviare percorsi innovativi e alle difficoltà di accesso a bandi e agevolazioni concesse da Regione e Governo (voucher digitalizzazione e Industria 4.0 su tutti).
gap registrato anche dall'Ufficio Politiche Fiscali di Confartigianato che, nella figura del direttore Andrea Trevisani, ha auspicato: «massicce dosi di semplificazioni che accompagnino l'e-fattura».

Cosa deve fare l'impresa e cosa propone Lapam

Il nuovo adempimento, a cui Lapam dedicherà una serie di seminari formativi nelle prossime settimane, prevede alcuni passaggi necessari per le imprese. Cerchiamo di sintetizzarli.
primo è dotarsi di un software con il quale generare le fatture elettroniche in formato XML o, per chi già ne utilizzi uno, adeguarlo alle specifiche richieste contenute nell'adempimento.
La nostra associazione può supportare le imprese, mettendo a disposizione gli applicativi necessari all’emissione delle fatture grazie alla piattaforma Digital Lapam.
secondo passaggio è quello di individuare una modalità per la trasmissione delle fatture elettroniche al sistema di interscambio SDI, nonché al loro monitoraggio e all’archiviazione delle stesse.
agli applicativi di fatturazione disponibili su Digital Lapam, i sistemi di invio e archiviazione delle fatture elettroniche (attive e passive ndr.), sono integrati in un unica piattaforma.
le imprese che invece vogliono mantenere il proprio software di fatturazione elettronica, Digital Lapam può essere utilizzato per la sola fase di trasmissione delle fatture al sistema di interscambio SDI e per l’archiviazione e la consultazione delle stesse.
terzo passaggio che consigliamo di effettuare è infine quello di dotarsi di un Codice Destinatario sul quale canalizzare le fatture elettroniche dei fornitori (per gli associati viene sconsigliata l’adozione di un proprio codice, suggerendo l’utilizzo del nostro, che ci permette di convogliare sul nostro hub le fatture attive e le passive) . Anche per questo aspetto la nostra associazione potrà supportarvi per attivare un canale SDI.

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