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L’istituzione dell’IRI per ditte individuali e società di persone

5 Ottobre 2016

Tra le proposte di Lapam Confartigianato per migliorare la competitività della nostre imprese, figura l'IRI (Imposta sul Reddito dell'Impresa).

Ecco in sintesi le relative caratteristiche.

Premesso che attualmente i redditi prodotti da imprese individuali e società di persone, imprese che possiamo definire personali, entrano nel perimetro, ai fini dell’imposizione diretta, delle persone fisiche con la conseguenza che i redditi prodotti nell’esercizio dell’attività d’impresa, ancorché siano reinvestiti nell’azienda, sono tassati per trasparenza in capo all’imprenditore individuale e ai suoi collaboratori familiari ovvero ai soci, L’istituzione dell’IRI, con la quale la tassazione del reddito prodotto verrebbe, per così dire “sdoppiata”, favorirebbe la capitalizzazione delle imprese, in quanto:

la parte di reddito non prelevata dal titolare o dai soci sconterebbe una tassazione più leggera (stessa aliquota proporzionale prevista per i soggetti IRES, dal 2017 pari al 24%) mentre la quota prelevata andrebbe, come oggi, assoggettata ad aliquota progressiva.

Ovviamente, in sede di attuazione, dovranno essere ricercate modalità applicative improntate a criteri di semplificazione. In particolare, dal momento che l’applicazione dell’IRI comporterà l’evidenziazione in contabilità (necessariamente ordinaria) dei prelievi e versamenti del titolare o dei soci, l’agevolazione andrà riconosciuta solo previa opzione da parte dei soggetti interessati.
questo modo sarà garantito che la nuova imposta favorirà quelle imprese più strutturate che hanno tutte le potenzialità e la voglia di crescere, raggiungendo, in tal modo, anche parte degli obiettivi prefissati dalla legge delega di riforma del sistema fiscale (legge n. 23 del 2014).

I vantaggi dell’IRI:

– uniformità di tassazione del reddito d’impresa indipendentemente dalla natura giuridica del soggetto: in assenza di distribuzione di utili (per le società di capitali) o di prelievi per le imprese personali, il reddito d’impresa è tassato, dal 2017, ad aliquota del 24%;

– scinde il reddito dell’impresa da quello dell’imprenditore rendendo possibile sgravare in modo sostanziale e percepibile il reddito reinvestito nell’impresa (il reddito non distribuito è tassato all’aliquota dell’imposta sulle società, che è generalmente inferiore all’aliquota marginale massima dell’imposta personale dell’imprenditore o dei soci). Quindi, viene riconosciuta, concedendo un carico fiscale ridotto, l’utilità sociale della patrimonializzazione e dell’investimento nell’azienda;

– mantiene una tassazione analoga a quella degli altri redditi da lavoro sulla parte di reddito che l’imprenditore ritrae dall’azienda per soddisfare i propri bisogni, infatti ai fini IRPEF i redditi da lavoro (dipendente, autonomo, d’impresa) restano tassati in maniera analoga in capo alle persone fisiche percettori.

Alcuni esempi rendono espliciti gli effetti economici della nuova tassazione

1. Impresa individuale con reddito di impresa di 40.000 euro di cui 28.000 euro prelevati da titolare:

– Imposta IRPEF dovuta con le attuali disposizioni 11.520 euro (1)
– Imposta dovuta con la futura IRI ad aliquote attuali 9.840 euro di cui:

– 2.880 euro a titolo di IRES
– 6.960 euro a titolo di IRPEF da parte del titolare (2)
– Risparmio d’imposta 1.680 euro

2. Impresa individuale con reddito di impresa di 70.000 euro di cui 35.000 euro prelevati da titolare:

– Imposta IRPEF dovuta con le attuali disposizioni 23.370 euro (3)
– Imposta dovuta con la futura IRI ad aliquote attuali 9.840 euro di cui: 8.400 euro a titolo di IRES 9.620 euro a titolo di IRPEF da parte del titolare (4) Risparmio d’imposta 5.350 euro

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