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Pesa l’impossibilità di effettuare la conservazione sostitutiva tramite l’ Agenzia entrate.

16 Marzo 2015

Innovazione sì, ma a caro prezzo

La semplificazione e il miglior controllo della spesa pubblica pesano sulle tasche di professionisti, artigiani e imprese.
quelli che con la p.a effettuano operazioni occasionali e/o di piccolo importo. La fatturazione elettronica verso gli enti pubblici sta per prendere definitivamente piede. Il prossimo 31 marzo ci sarà l' addio definitivo alla carta per le forniture a soggetti pubblici e gli operatori economici manifestano più di una preoccupazione.
sono d' accordo sugli obiettivi e sui futuri risparmi, ma è altrettanto unanime la rilevazione di difficoltà operative e maggiori costi nell' immediato.
da adeguare, nuove procedure amministrative da apprendere (con la previsione di un apposito sezionale per registrare i documenti digitali), rischio di errori che potrebbero generare ritardi nel pagamento della fornitura, aumento dei costi di compliance.
«Non vi è dubbio che l' iniziativa vada nella direzione della semplificazione e della sburocratizzazione da noi sempre auspicata», commenta Rosario De Luca, presidente Fondazione studi dei consulenti del lavoro, «ci saremmo però aspettati dal governo maggiore attenzione ai costi dell' intera operazione che sono ribaltati interamente sui contribuenti, senza alcun intervento statale».
cede beni o presta servizi alle pubbliche amministrazioni si ritrova così a dover acquistare sul mercato il servizio di trasmissione telematica e soprattutto di conservazione sostitutiva delle fatture elettroniche.
attività, peraltro, non può essere effettuata direttamente dal Sistema di interscambio (Sdi), ossia la piattaforma telematica gestita dall' Agenzia delle entrate dalla quale passeranno ogni mese oltre 4 milioni di documenti.
«Andrebbe garantita una maggior assistenza agli operatori, specie in sede di avvio di un' operazione così estesa», aggiunge Andrea Trevisani, direttore politiche fiscali diConfartigianato, «finora sono state inviate poco più di 2,5 milioni di fatture, ma a regime saranno 50 milioni all' anno. Va, inoltre, implementata la procedura affinché il Sdi conservi, senza costi aggiunti per gli operatori, le fatture in formato digitale».
professionali e associazioni di categoria si sono mosse per evitare particolari esborsi a chi si ritrova con poche fatture all' anno da gestire.
tra gli stessi professionisti che lavorano con le autonomie locali e con le relative realtà collegate.
«Le riforme della p.a. sono cosa buona e giusta, ma non possono gravare esclusivamente sui bilanci dei privati», prosegue De Luca, «per evitare dunque che tutto questo sia una penalizzazione per i consulenti del lavoro che devono fatturare con la p.a., stiamo mettendo a punto una convenzione che sarà diffusa nei prossimi giorni tramite la quale sarà possibile usufruire in maniera gratuita per sei mesi di una piattaforma per l' emissione la conservazione delle fatture elettroniche».
«Tanto più i contribuenti saranno capaci di evolversi digitalmente e di gestire in parte il ciclo della fatturazione, quanto minore sarà l' impatto economico», sottolinea Roberto Cunsolo, tesoriere del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, «se il professionista riceve dal cliente una fattura già predisposta in formato Xml, che deve essere solo trasmessa e conservata, ci sarà un costo limitato. Se invece il contribuente presenta un documento cartaceo, che deve essere importato manualmente e poi "accompagnato" fino alla destinazione finale l' onere sarà senz' altro maggiore. Di certo l' intermediario sostiene un costo sia per la piattaforma sia in termini di tempo speso e questo non potrà che essere ribaltato sul cliente».
quando è il commercialista a dover emettere per se stesso una fattura alla p.a.? «Abbiamo stimato che dei 115 mila colleghi meno del 20% ha rapporti con enti pubblici», prosegue Cunsolo, «chi fa il revisore normalmente emette parcelle trimestrali, quindi si parla comunque in media di poche fatture all' anno. Come Cndcec ci siamo sentiti in dovere di offrire una soluzione ai colleghi a costo zero, dando la possibilità a ogni iscritto di disporre di 12 fatture elettroniche gratuite all' anno e fornendo ai 144 ordini locali un portale per la gestione del ciclo attivo e di quello attivo di fatturazione verso altri enti pubblici».

Italia Oggi

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