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Regime forfettario, cosa cambia con la Legge di Bilancio 2019

2 Gennaio 2019

La Legge di Bilancio 2019 ha introdotto la riduzione al 15% del prelievo forfettario sulle parite IVA con redditi inferiori ai 65mila euro, vediamo nello specifico di cosa si tratta.

Come detto la misura si applica ai contribuenti in regime forfettario che hanno conseguito nell’anno precedente ricavi o percepito compensi, fino a un massimo di 65mila euro. Sopra questa soglia e fino a 100mila euro l'aliquota sale al 20%. 
specifico è previsto un tetto unico a prescindere dal settore economico di riferimento, rispetto alle varie soglie in vigore fino al 31 dicembre 2018, tetto massimo di riferimento anche in caso di più attività esercitate con codici ATECO diversi. Confermate le soglie di redditività differenziate e l'aliquota ridotta al 5% per cinque anni in caso di nuove attività, come pure il regime contributivo agevolato opzionale per artigiani e commercianti.

Accesso agevolato al regime forfettario

Eliminati poi il tetto di spese per collaboratori e dipendenti e quello per gli investimenti in beni strumentali, previsti fino al 2018 per l’accesso al regime forfettario agevolato.
nuova versione quindi il forfait cessa di avere applicazione a partire dall'anno successivo a quello in cui viene meno l'unico quesito richiesto, ossia quello del tetto di ricavi/compensi.

Le quote in società e associazioni

Sono rivisitate anche le norme che vietano di avvalersi del regime in caso di contemporanea partecipazione a società di persone e associazioni, includendo direttamente anche i soci di imprese familiari per le eventuali attività svolte in proprio.
divieto viene poi esteso a tutti i soci di Srl e non più solo in caso di società con opzione per il regime di trasparenza (utili imputati ai singoli soci ndr.).
divieto si applica anche a chi controlla direttamente o indirettamente Srl o associazioni in partecipazione che esercitano attività economiche direttamente riconducibili alla propria attività.

I limiti per i dipendenti

Novità anche in caso di lavoro dipendente, rispetto alla precedete formulazione che vietava l'ingresso nel regime a chi avesse redditi da lavoro dipendente o assimilato entro i 30mila euro, ora si istituisce il divieto tout-court per le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro, o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d'imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro.

Infine si prevede un termine più lungo, un quinquennio al posto di un triennio, entro il quale i soggetti che nel periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2014 si avvalgono di altri regimi fiscali agevolati e che possono applicare il regime forfettario previsto per le nuove iniziative economiche.

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