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Registro carico e scarico dei cereali. Un nuovo onere per le imprese

La legge di Bilancio per il 2021 (n. 178/ 2020) introduce ai commi da 139 a 143 alcune disposizioni riguardanti l’istituzione di un registro telematico di carico e scarico dei cereali e delle farine dei cereali.

Nuovi obblighi

La nuova disciplina prevede che qualsiasi impresa (ad es: molini, panifici, pastifici, etc) che detenga un quantitativo superiore alle 5 tonnellate annue di singolo prodotto ha l’obbligo di registrare le
operazioni di carico e scarico del prodotto, di qualsiasi provenienza (nazionale, unionale o paese terzo), entro sette giorni lavorativi, in un apposito registro telematico istituito nell’ambito dei servizi del Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN).

Un decreto del Ministero Politiche Agricole Alimentari Forestali, che dovrà essere emanato entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di Bilancio, dovrà indicare le modalità operative per adempiere  all’obbligo.

Sono previste delle sanzioni in caso di mancato rispetto delle disposizioni: da 5.000 a 20.000 euro se non viene istituito il registro; da 1.000 a 5.000 euro se non vengono rispettate le modalità telematiche. È prevista inoltre una sanzione accessoria che prevede la chiusura dell’attività per un periodo da 7 a 30 giorni se le violazioni riguardano quantitativi di prodotto non registrato superiori alle 50 tonnellate annue.

La contrarietà dell’associazione

Lo scorso 21 gennaio (prima cioè delle dimissioni del premier Giuseppe Conte ndr.) la nostra associazione ha inviato, in accordo con CNA e Fiesa Confesercenti, una nota congiunta al Ministro delle politiche agricole, occupato ad interim dal premier Giuseppe Conte e al Sottosegretario, On. L’Abbate, per denunciare questo nuovo aggravio burocratico.

“[…] il Registro telematico istituito nell’ambito dei servizi del sistema informativo agricolo nazionale (SIAN) – si legge nella nota – si configura come un nuovo inutile aggravio burocratico e gestionale per le nostre imprese, considerato che le stesse applicano già sistemi di tracciabilità, e che nel contempo sono chiamate ad affrontare una crisi strutturale dei consumi, aggravata dalle misure limitative imposte, per fronteggiare i contagi da covid-19, a carico del settore HORECA della ristorazione, importante canale di sbocco della loro produzione. Tra l’altro il nuovo onere appare sproporzionato rispetto agli obiettivi dichiarati della norma”.

Concludendo con la richiesta di una revisione dell’impianto normativo.

A fronte del nuovo obbligo le imprese rappresentate esprimono forte contrarietà e preoccupazione per i risvolti gestionali e amministrativi del nuovo onere e chiedono che in sede di attuazione del decreto ministeriale si ascoltino le scriventi rappresentanze imprenditoriali ai fini della definizione delle modalità attuative, anche ridefinendo il perimetro del nuovo obbligo, in coerenza con le finalità dichiarate dal legislatore.

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