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Reverse Charge: cambiano le sanzioni

5 Ottobre 2015

Tra le più importanti novità del Decreto legislativo sulle sanzioni, attuativo della Delega fiscale ed approvato dal Consiglio dei Ministri ad inizio settembre, vi è un intervento sulle sanzioni in tema di reverse charge.

La nuova sanzione prevista (dal 90 al 180% dell’imposta) rimane in vigore solo per le ipotesi di violazioni più gravi, in cui l’omissione o il ritardo generano pregiudizio per gli interessi erariali. Al contrario, passano a sanzione fissa (minimo 250 euro e massimo 10 mila euro) tutte le ipotesi in cui l’Iva è stata erroneamente addebitata e versata dal cedente/prestatore in luogo dell’applicazione del reverse charge, così come in tutte quei casi in cui è stata utilizzata l’inversione contabile, quando invece l’operazione avrebbe dovuto essere soggetta all’assolvimento ordinario dell’imposta. In tali circostanze rimane, tuttavia, la sanzione più grave (dal 90 al 180 per cento) quando l’errore è determinato da intenti fraudolenti. Le nuove regole dovrebbero scattare dal 1° gennaio 2017, salvo però verificare l’impatto del «favor rei».


Notiziario Fiscale

a cura dell'ufficio di Lapam Confartigianato Imprese – Modena, Reggio Emilia 

Sembra che nel versante della riforma fiscale qualcosa si muova. Il governo nel mese di settembre ha approvato definitivamente alcune disposizioni che potrebbero portare qualche sollievo alle piccole imprese ancora attanagliate dalla crisi. In particolare, sono stati varati provvedimenti volti ad attenuare il sistema sanzionatorio tributario, eliminando alcuni eccessi presenti nel sistema previgente, ad aiutare le imprese in difficoltà finanziaria ad ottenere ulteriori dilazioni e rateazioni dei debiti tributari pregressi. Inoltre, sul versante degli adempimenti, sono state introdotte misure opzionali, che consentono alle imprese che lo desiderano di inviare telematicamente all'Agenzia delle entrate i dati delle fatture e dei corrispettivi, ottenendo in cambio un alleggerimento importante degli adempimenti. Tuttavia, in questo ambito, molto resta ancora da fare. Mancano ancora all'appello misure di riduzione della pressione fiscale che come noto, assume in Italia livelli da record.

Anche in questo versante il Governo si è impegnato ad intervenire già dal 2016 con l'eliminazione della TASI sull'abitazione principale, rinviando al 2017 interventi in riduzione di IRES e IRAP (per l'IRPEF si dovrà attendere il 2018).
auspicabile che il percorso fosse rovesciato, ossia partire dalla riduzione della tassazione alle imprese e ai lavoratori e poi ridurre la tassazione sulle abitazione. per saperne di più

 

 

 

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