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Video sorveglianza: in Europa il 92% delle sanzioni ad imprese private

21 Giugno 2022

Nei Paesi dell’Unione Europea il 92% delle sanzioni per violazione del GDPR (il regolamento europeo sulla privacy) su telecamere e sistemi di video sorveglianza ha colpito finora organizzazioni e imprese private. È quanto rileva un recente studio di Federprivacy, l’associazione senza scopo di lucro che riunisce i professionisti che si occupano di privacy in Italia.

Lo studio, oltre a citare fonti europee, è composto da alcuni sondaggi svolti dall’associazione nel primo trimestre 2022 e offre uno spaccato interessante sul livello di conformità al Regolamento UE 2016/69, più comunemente noto come GDPR.

La percezione delle persone

In un sondaggio a cui hanno risposto 2.054 persone, Federprivacy rileva come solo l’8% del campione (164 persone) ha dichiarato di aver visto un cartello scritto in modo “chiaro e trasparente” che li avvertiva di star entrando in un esercizio pubblico dotato di telecamere di video sorveglianza. Per le restanti 1.890 persone le informazioni erano assenti o sbagliate e incomplete.

Un aspetto in palese difformità con quanto previsto dal GDPR, che prescrive l’esposizione di un’informativa semplificata, un semplice cartello (di cui il Garante della Privacy ha anche fornito un modello), da collocare prima dell’ingresso nella zona sorvegliata.

Gli addetti ai lavori

Le cose non vanno meglio per ciò che riguarda gli addetti ai lavori. Su 1.127 progettisti e installatori intervistati dall’associazione, più della metà, il 54% del totale, non considera i temi della videosorveglianza come a “rischio elevato” e non è interessato ad approfondire i temi sulla normativa in materia di privacy e video sorveglianza.

Le sanzioni

Una possibile spiegazione dello scarso interesse verso la materia può essere trovata nel numero relativamente basso di sanzioni inflitte dal Garante per la privacy italiano. Solo 8 negli ultimi anni, per un valore complessivo di 219mila euro e una media di 27mila euro per ciascuna sanzione comminate – in 7 casi su 10 – ad enti pubblici.

Un dato in linea con gli altri paesi dell’Unione Europea da cui si discosta solo la Spagna, con 93 sanzioni comminate dall’autorità spagnola (AEPD) per un valore complessivo che sfiora i 3 milioni di euro (oltre l’80% del totale delle sanzioni europee). Lo studio rivela inoltre come, a distanza di quattro anni dall’introduzione del Regolamento UE, in 9 nazioni dell’Unione non sono mai state irrogate sanzioni per violazioni su telecamere e sistemi di video sorveglianza.

Tuttavia, ed è questo il dato da cui siamo partiti, nel complesso il 92% delle sanzioni riguardanti violazioni del GDPR su telecamere e sistemi di video sorveglianza hanno colpito organizzazioni e imprese private.

Perché è importante adeguarsi

I gap raccolti nello studio da Federprivacy sono preoccupanti perché evidenziano uno scollamento tra la normativa e la sua applicazione, nonostante le risposte a tutela della privacy offerte dal GDPR siano particolarmente avanzate.

Dal canto nostro, per assicurare ad ogni associato o impresa che ne faccia richiesta, una corretta installazione dell’impianto di video sorveglianza, forniamo un servizio di consulenza personalizzato e su misura di ogni esigenza, tenendo conto sia degli aspetti legati alla normativa sulla privacy, sia di quelli inerenti alla tutela dei diritti dei lavoratori

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