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A sette mesi dal tornado artigiani di nuovo in pista

13 Dicembre 2014

 

Nonantola. Riparati i danni, la zona industriale del paese è ripartita a pieno ritmo Gli imprenditori: «Ci siamo rimboccati le maniche, abbiamo fatto tanti sacrifici»

NONANTOLA A sette mesi dal tornado che aveva distrutto l’area artigianale di Nonantola, le aziende hanno risollevato la testa e sono riuscite a rimettersi al lavoro rientrando a regime. La tromba d'aria del 30 aprile scorso aveva causato molti danni nella zona artigianale. I tetti di diversi capannoni erano stati divelti, la merce aveva subito danni e tracce di eternit erano state sparse pressoché ovunque nella zona. La presenza di questo materiale si è tradotto in elevati costi per le aziende. Peraltro la pioggia caduta nei giorni successivi al tornado aveva rallentato ancor più la produzione e gli eventuali lavori di riparazione, e in alcuni casi aveva causato altri danni materiali alla merce e alle aziende. «A noi era marcita buona parte della merce a causa della pioggia», dice Claudio Salmi di Special Formaggi. «A noi è saltato il tetto dell'azienda e ogni sorta di materiale che volava è entrato e ha colpito quello che c'era dentro e fuori», afferma Roberto Sereni di Bosch Car Service. A sette mesi dal cataclisma, la zona artigianale di Nonantola ne presenta ancora le cicatrici ma l’attività è ripartita: alcune aziende avevano subìto danni lievi e sono riuscite a ripartire senza problemi, altre hanno ancora cantieri aperti per terminare di riparare i danni. Bisogna poi considerare il capitolo riguardante la crisi, che si aggiunge ai problemi che alcuni piccoli imprenditori devono affrontare: «Noi siamo un'azienda piccola e i danni li sto superando a fatica, anche a causa della crisi e del lavoro che in questo periodo è in calo», dice Mario Carlotta di Ci. Emme. Lapam e Cna, però, non hanno notizie di soggetti che siano stati costretti a chiudere a causa del tornado, e il panorama generale sembra essere quello di aziende che, nonostante le difficoltà, stanno cercando di rialzarsi e ripartire. «Siamo ripartiti discretamente – dice Roberto Sereni – i danni materiali si aggirano sui ventimila euro e li stiamo ancora pagando, ma piano piano stiamo andando avanti». «Noi abbiamo lavorato notte e giorno con l'acqua che pioveva dentro; abbiamo salvato la maggior parte della merce e siamo riusciti a ripartire subito, ma stiamo ancora finendo di ripulire» dice Simone Dell'Erba, titolare della ditta Dell'Erba. Merito in parte dei clienti, che hanno saputo venire incontro alle aziende e a dare loro fiducia, permettendo alla produzione di continuare: «Merito dei nostri clienti che ci hanno creduto, perché andare a dire ad americani o ad australiani che abbiamo avuto un tornado in Italia non è facile», dice Francesca Luppi di Definitive Ecology Srl. Altra parte del merito va attribuita agli aiuti distribuiti dalla Camera di Commercio, che hanno aiutato diverse aziende ad ammortizzare i costi di riparazione: «Abbiamo ricevuto una sovvenzione da cinquemila euro a fondo perduto che ci ha permesso di iniziare le riparazioni», dice Roberto Sereni. Altri hanno visto i propri danni coperti da contratti assicurativi, come la ditta Dell'Erba: «Noi siamo assicurati contro eventi del genere, e abbiamo potuto riparare danni ingenti», dice Simone. Sono previsti risarcimenti, inoltre, da parte della Regione per i danni causati dalle calamità naturali degli ultimi anni.

Gazzetta di Modena 13 dicembre 2014

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