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Economia in affanno, ma a Fiorano le imprese aumentano

2 Aprile 2019

Riportiamo qui l'articolo apparso oggi, martedì 2 aprile, sul Resto del Carlino

La crisi morde, ma Fiorano registra un dato in controtendenza: le imprese invece di diminuire, aumentano. A registrarlo è la Lapam nella sua periodica ricognizione del mondo imprenditoriale locale.
saldo attivo è di 22 aziende in più rispetto all' anno scorso. «La situazione che si presenta con 1.555 imprese attive è un dato confortante, per trovare questi numeri bisogna tornare al periodo antecedente alla crisi del 2011». A trascinare il trend positivo è il settore produttivo manifatturiero, dopo il calo importante del 2017. Sono nove la aziende in più in questo comparto, in particolare nel settore della 'fabbricazione di prodotti di metallo'. Bene anche, dopo anni di segno meno, il commercio all' ingrosso (soprattutto) e il dettaglio (+7), e le attività legate alla direzione aziendale e alla consulenza gestionale. Tra le ombre invece si segnala una diminuzione delle imprese agricole e il trasporto e magazzinaggio: «Una delle cause – spiegano dall' associazione – è sicuramente la concorrenza sleale delle imprese del trasporto che arrivano dall' Est Europa».

«I dati che emergono, nel Comune di Fiorano – conferma il segretario Lapam di Fiorano Sergio Romagnoli – sono in controtendenza rispetto a quelli della Regione e della Provincia, dove le imprese attive al 31 dicembre sono calate rispetto al 2017, con un saldo negativo di -1.929 imprese in Regione, e -170 imprese in Provincia».

Interpretare i numeri di Fiorano, prosegue Romagnoli, «quando peraltro i segnali che arrivano dal mondo ceramico non sono poi così confortanti, non è semplice, ma quello che sicuramente si manifesta dietro a questi numeri è la capacità, l'intraprendenza, la tenacia e la voglia di non mollare che, molte delle Pmi presenti sul territorio, continuano a dimostrare, pur dovendo tutti i giorni lottare contro mille difficoltà». Significativo l'avvertimento del presidente della Lapam Fiorano Ercole Leonardi: «Il quadro che emerge non è roseo e per le Pmi tenere in piedi i bilanci sta diventando un problema. Le banche hanno smesso di fare il loro mestiere. Gran parte del risparmio privato non viene indirizzato alle imprese che investono o alle famiglie che devono comprare casa, il grosso finisce sui mercati finanziari«. Sul piano generale, «siamo in forte ritardo negli investimenti in opere pubbliche con un gap preoccupante, mai colmato, nonostante la lenta risalita della economia degli ultimi anni. Ora, anche a causa del mancato funzionamento del codice degli appalti gli investimenti sono diminuiti o addirittura bloccati».

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