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Francesco Daveri: “Lega e M5S dovranno gestire le aspettative che hanno creato”

Tra i più rinomati economisti italiani, Francesco Daveri – e il sito di cui è membro di redazione www.lavoce.info – ha monitorato attentamente le promesse degli schieramenti in campo nell'ultima tornata elettorale.
abbiamo raggiunto per un commento a caldo sull'esito del voto.

Professor Daveri nel weekend che ha preceduto le elezioni, dalle colonne del sito la Voce.info, ha augurato un "buon sereno voto a tutti". Crede che gli italiani l'abbiano ascoltata?
«Direi che hanno votato senza farsi troppi problemi sulle conseguenze. Vuol dire che hanno votato serenamente, e questo è importante».

Movimento 5 Stelle e Lega Nord sono i vincitori di questa tornata elettorale, ma le loro posizioni allontano l'Italia dall'Europa. Il sud Italia chiede un reddito assistito, il nord meno tasse. Promesse che cozzano contro il nostro enorme debito pubblico e gli impegni assunti con l'Europa.
«Cozzano tra di loro prima di tutto e non sembrano delineare un'alleanza.
ò essere però che il Centro destra riesca a formare un governo per conto suo, magari trovando qualche supporter in giro per il Parlamento. In ogni caso credo che il presidente della Repubblica ricorderà durante la fase di consultazioni che esistono dei vincoli esterni e dei trattati internazionali a cui l'Italia ha aderito e a cui siamo legati. Sono lo stagno in cui nuotiamo e se i vincitori vorranno tirarci fuori dallo stagno, sarà bene che lo dicano prima al Presidente della Repubblica che ne trarrà le debite conseguenze».

La Voce.info si è spesa nei giorni scorsi in un'opera di verifica delle promesse elettorali. Può riassumere le vostre conclusioni su alcuni dei temi promossi da Lega e Movimento 5 Stelle in queste elezioni e che ora diventano agenda politica (reddito di cittadinanza, abolizione della Legge Fornero, flat tax)?
«Dovranno gestire le aspettative che hanno creato, perché la politica è anche l'arte del saper fare e non solo del saper promettere. Certamente proveranno ad attuare una buona parte della loro agenda politica. Il costo dell'attuazione è di circa 30 miliardi per il reddito di cittadinanza così come proposto dai Cinque stelle.
costo della flat tax invece dipende se l'aliquota unica sarà fissata al 15 come proposto dalla Lega Nord o al 23 per cento come proposto da Forza Italia e dalla soglia di esenzione la cosiddetta "no tax area", direi che comunque avrà un costo nel primo anno che si aggira attorno ai 50 miliardi. Poi c'è l'abolizione della legge Fornero che costerebbe circa 20 miliardi l'anno. Quindi sono 100 miliardi di euro, l'equivalente di sei punti abbondanti di PIL».

E dell'uscita dall'Euro che ne pensa?
«Il tramonto dell'Euro non è dietro l'angolo, ricordiamoci che vale più del dollaro. Non è una valuta in crisi. Aspettarsi che tedeschi, francesi e italiani si mettano d'accordo per dissolvere l'euro credo sia fuori dall'ambito di quello su cui si può ragionare. Quello che magari allora devono spiegare Lega o Cinque stelle è se loro ritengono che l'Italia per conto suo debba lasciare l'euro e questo sono sicuro, il presidente della Repubblica, sarebbe contento di sapere

Nel frattempo però l'Italia sembra ripartita e alcune riforme attuate dai governi di Centro Sinistra stanno dando buoni risultati, mi riferisco in particolare al Piano Industria 4.0. Assisteremo a un radicale cambio di impostazione economica, o ci sarà continuità con quanto portato avanti a favore delle imprese? 

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