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Guerra (MEF): “Il PNRR procede, non prevedo un aggiustamento”

Ospite dell’associazione per un’iniziativa pubblica giovedì 24 marzo, la Sottosegretaria al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Maria Cecilia Guerra, rimane fiduciosa. Nonostante tutto. Il PNRR, il Piano nazionale di ripresa e resilienza italiano, procede. I 191 miliardi di euro – tra sovvenzioni e prestiti – promessi all’Italia dall’Europa saranno garantiti. Eppure la crisi innescata dall’inflazione e dalla guerra russa in Ucraina, sta facendo sentire i suoi effetti su un’economia già duramente provata da due anni di pandemia e potrebbe rimettere in discussione l’impianto su cui si basa il PNRR.

Sottosegretaria Guerra, i rincari di energia, carburanti e materie prime rischiano di bloccare le opere del Pnrr. Contemporaneamente le associazioni datoriali lamentano nell’ultimo decreto anti-rincari l’assenza di misure efficaci di revisione dei prezzi dei materiali che rischia di portare a un blocco dei cantieri. Quali soluzioni metterà in campo il governo?
«Tra gennaio e marzo il prezzo del gas naturale è aumentato di quasi 8 volte. La risposta a questa tensione sul mercato dell’energia non può che essere una risposta europea e per questa ragione il governo italiano ha proposto un price cap europeo (un tetto dei prezzi ndr.), il solo fatto di parlarne ha determinato nelle ultime settimane una flessione di questo aumento che ci fa ben sperare. Nel frattempo, per contenere l’incremento dei prezzi di energia elettrica e gas naturale, siamo intervenuti con un mix di misure che ha superato i 15 miliardi di euro in tre trimestri: a questi se ne sono aggiunti altri 4 nell’ultimo decreto varato da Palazzo Chigi».  

C’è però chi sostiene che sia troppo poco.
«Insomma, non siamo rimasti fermi. Per ridurre i prezzi dei carburanti alla pompa di benzina il governo è intervenuto nel frattempo con un intervento di riduzione dell’accisa di 25 centesimi per litro. È una misura che in parte potremmo riattivare con flessibilità anche più avanti. Per quanto riguarda le materie prime, con il decreto Sostegni-bis abbiamo previsto una revisione dei prezzi e l’istituzione di un fondo da impiegare per compensare i costi elevati».

Su altri fronti, ad esempio quello sulle connessioni internet veloci, sulla strategia nazionale per l’economia circolare, sulla gestione dei rifiuti o sulla revisione della spesa pubblica, i traguardi sono in linea con la tabella di marcia. È così?
«Sì, siamo in linea con il crono-programma. L’Ecofin ha approvato l’erogazione all’Italia della prima rata da 21 miliardi di euro. Dopo aver ricevuto anche questo via libera, entro fine mese la Commissione Europea annuncerà l’ok definitivo al versamento della rata. Questo vuol dire che è stato certificato il raggiungimento dei 51 obiettivi previsti dal PNRR italiano per il 2021. Per il 2022 abbiamo nel complesso 100 obiettivi nei due semestri a cui è legata l’erogazione di altri 46 miliardi. Voglio sottolineare che cresce molto anche il ruolo degli enti locali».

A proposito di enti pubblici: sembrano in difficoltà nel gestire le risorse del Pnrr, mancano personale esperto e competenze specifiche. Cosa si può fare?
«Il PNRR è un piano molto complesso che grava su una rete che in alcuni contesti e snodi vive tradizionalmente una difficoltà. Ma complessivamente i Comuni stanno lavorando alacremente. Con la selezione dei 1000 esperti, tutti assunti, da dedicare alle amministrazioni regionali e locali si è fatto un passo in avanti. Allo stesso modo sono stati fatti importanti interventi per la digitalizzazione. Ricordo quelli che riguardano la semplificazione degli acquisti di beni e servizi per l’informatica, la strategia per lo sviluppo dell’infrastruttura digitale e poi le nuove linee guida per l’interoperabilità delle banche dati delle PA».

Ritiene necessario un aggiustamento dei tempi di attuazione del Piano?
«No, non credo. La normativa europea prevede una procedura di revisione dei contenuti del piano ove sopraggiungono eventi tali da rimettere in discussione gli obiettivi. Come ha detto recentemente il presidente Draghi a oggi questa esigenza non c’è ma monitoreremo con grande attenzione gli sviluppi sin dalle prossime settimane».

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