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Bilancio del Capitale Intellettuale 2014

La Gestione del Valore edizione 2014

Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge, non soltanto la sete di denaro. Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, abbellire le sedi, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno.

Luigi Einaudi

Finalità e struttura
del Bilancio del Capitale Intellettuale

Il Bilancio del Capitale Intellettuale costituisce un valido strumento di gestione e rappresenta un efficace mezzo di comunicazione verso le Il Bilancio del Capitale Intellettuale è un documento di rendicontazione periodica e volontaria che riassume gli esiti dell’attività di un’azienda o di un ente, senza limitarsi ai soli aspetti finanziari e contabili. Le informazioni contenute in queste pagine, infatti, illustrano ciò che Lapam ha realizzato nel corso dell’anno, i risultati raggiunti e gli obiettivi per il futuro. Parlano dell’impegno del Capitale Intellettuale dell’Associazione, per uno sviluppo responsabile nei confronti dei propri associati, dei portatori d’interesse e, più in generale, del tessuto economico al quale Lapam appartiene.

Introduzione del Presidente Erio Luigi Munari

Il ruolo dei corpi intermedi oggi in Italia è in crisi e viene messo in discussione per non essersi adeguato all’evoluzione della rappresentanza sindacale degli interessi. La scelta di predisporre un bilancio del capitale intellettuale, vuole dimostrare nei numeri e nei risultati la peculiarità di un’associazione come Lapam, che da tempo ha deciso di accompagnare i cambiamenti economici e sociali, per sostenere le piccole e medie imprese.

La nostra organizzazione dei servizi, così come il ruolo che stiamo interpretando in chiave sindacale, ci caratterizzano nei confronti della politica e della pubblica amministrazione, attraverso la cultura del “saper fare”. I nostri rappresentanti sul territorio sono attivi nel confronto con gli enti locali ed in molti casi rivestono cariche pubbliche partecipando direttamente alla vita politica.
Chi meglio di un imprenditore, infatti, può prendere decisioni politico/amministrative che vadano a vantaggio del tessuto socioeconomico. Crediamo che la promozione della cultura d’impresa non sia più delegabile a terzi. Occorre intervenire direttamente per poterla promuovere e difendere, convinti come siamo, che la piccola impresa diffusa sia ancora il solo modello riproducibile, pur con le dovute innovazioni, per il bene di tutta la comunità locale.

Il legame con il territorio e con le esigenze delle imprese, ha prodotto i frutti di una maggior capacità di risposta e di tutela, improntata all’efficienza ed all’efficacia del nostro operare. Da qui nasce l’esigenza di fare il punto e comunicare il capitale strutturale, relazionale e soprattutto umano che abbiamo costruito in questi anni.

Introduzione del Segretario generale Carlo Alberto Rossi

Lapam Confartigianato Imprese rappresenta da sempre l’intera gamma delle imprese presenti sul territorio (artigiane, pmi, liberi professionisti, commerciali e di servizio, agricole) e oggi anche una quota di cosiddette “non imprese”, ovvero del terzo settore, del welfare. Ci è parsa, infatti, la scelta giusta, in questo periodo difficile, rafforzare le categorie e, da qui, partire per aggregare le imprese sulla base di caratteristiche comuni, lavorando, ad esempio, ai progetti di filiera e all’integrazione tra i settori sulla base di interessi sia economici che di merito.

La nostra esigenza, infatti, è di non irrigidirci in schemi organizzativi, ma di lavorare per progetti e obiettivi chiari, definiti e verificabili. La strada è quella di un intreccio saldo tra la tutela delle imprese e il livello di consulenza e servizi che offriamo.

Da un lato l’esigenza è di far sì che vi sia una rappresentanza significativa della piccola e media impresa diffusa, dall’altro lato continuare ad operare nel campo dei servizi, tradizionali ed innovativi, consentendo agli associati di crescere e mantenere la propria competitività sui mercati.

La sfida che continuiamo ad avere di fronte potremmo definirla “architettura della rappresentanza”. Quello di cui abbiamo bisogno e quello di cui hanno bisogno le imprese associate consiste in un “sistema Confartigianato” che operi a tutti i livelli (territoriale, regionale, nazionale) e che sia organizzato in funzione degli obiettivi che vogliamo continuare a perseguire per la salvaguardia del tessuto imprenditoriale stesso.

È in quest’ottica di accompagnamento e sostegno all’impresa, a tutti i livelli e a 360°, che abbiamo deciso di realizzare questo primo Bilancio del Capitale Intellettuale, al fine di aumentare la consapevolezza dell’importanza del patrimonio intangibile di Lapam e del valore che esso genera per il Territorio.

La Gestione del Valore
Bilancio del Capitale Intellettuale 2014

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