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Bilancio del Capitale Intellettuale 2015

La Gestione del Valore edizione 2015

Le tre regole di lavoro: esci dalla confusione, trova semplicità, dalla discordia trova armonia. Nel pieno delle difficoltà, risiede l’occasione favorevole

Albert Einstein

Finalità e struttura
del Bilancio del Capitale Intellettuale

Il Bilancio del Capitale Intellettuale costituisce un valido strumento di gestione e rappresenta un efficace mezzo di comunicazione verso le Il Bilancio del Capitale Intellettuale è un documento di rendicontazione periodica e volontaria che riassume gli esiti dell’attività di un’azienda o di un ente, senza limitarsi ai soli aspetti finanziari e contabili. Le informazioni contenute in queste pagine, infatti, illustrano ciò che Lapam ha realizzato nel corso dell’anno, i risultati raggiunti e gli obiettivi per il futuro. Parlano dell’impegno del Capitale Intellettuale dell’Associazione, per uno sviluppo responsabile nei confronti dei propri associati, dei portatori d’interesse e, più in generale, del tessuto economico al quale Lapam appartiene.

Introduzione del Presidente Erio Luigi Munari

Parlare di bilancio del capitale intellettuale significa parlare di valore, sia umano che economico. Affermare che la nostra associazione deve essere un valore aggiunto per chi fa impresa o svolge un lavoro autonomo, ci impone di misurare la nostra capacità di rappresentare e sostenere il nostro tessuto imprenditoriale, per capire quanto, e soprattutto cosa, facciamo a favore della micro, piccola e media impresa modenese e reggiana.

Da una parte abbiamo lavorato per risolvere i problemi che continuano ad ostacolare l’attività d’impresa, dall’altra abbiamo impostato un’azione associativa di lobby, forte e rinnovata nei tempi e nei modi per renderla sempre più efficace. Lapam ha dato nel 2015 e lo darà anche nel 2016, segnali importanti e costanti ritenendo che il ruolo di mediazione dell’Associazione oggi sia più necessario di prima. Dobbiamo avere la consapevolezza del nostro ruolo sociale, del nostro peso politico.

Oggi la politica tende a bypassare il confronto con i cosiddetti corpi intermedi, ritenendoli superati, incapaci di interpretare i bisogni emergenti della società e dell’economia. Certo una delle ragioni risiede nel cambiamento culturale, nel superamento degli schemi precostituiti, in una certa ‘voglia’ di fare presto. Non si tratta di liquidare queste ragioni senza mettersi in discussione, ma di attrezzarsi per fare in modo che la mediazione associativa torni ad essere incisiva. La qualità delle proposte, la capacità di aggregare, la tenacia nel raggiungere gli obiettivi, mi paiono essere criteri seri per valutare il lavoro dell’Associazione. Partiamo come sempre dall’attenzione al territorio, alle sue peculiarità, puntando sul nostro radicamento economico e sociale, giocando un ruolo da protagonisti nel confronto con le istituzioni locali. Riaffermiamo con forza che il ceto medio produttivo è sempre stato garanzia di coesione sociale e di benessere diffuso, al punto che la sua scomparsa potrebbe mettere a rischio la democrazia stessa.
La crisi strutturale che tuttora grava sulle piccole imprese, ha colpito anche la voglia di intraprendere. Oggi tutelare le donne e gli uomini che fanno impresa, significa tutelare la comunità, garantire futuro alle loro famiglie e a quelle dei loro collaboratori. Stiamo sostenendo da tempo che le micro e piccole imprese diffuse hanno fatto e stanno facendo tutto quanto è nelle loro possibilità, per riprendersi, per rimanere sul mercato, per aumentare la loro competitività, mettendo in gioco tutto il loro sapere, la loro competenza, il loro valore. Questo bilancio del capitale intellettuale ci pare stia a dimostrare tutto ciò.

Introduzione del Segretario generale Carlo Alberto Rossi

Il Bilancio del Capitale Intellettuale è un documento strategico che descrive l’operato della nostra Associazione, i valori messi in campo per il raggiungimento di sfide e obiettivi al servizio delle imprese associate. Questa seconda edizione, relativa al lavoro svolto nel 2015, conferma l’impegno di Lapam nel realizzare un nuovo modo di fare associazionismo che abbiamo definito di “nuova generazione’: Interpretare il ruolo di rappresentanza degli interessi delle imprese all’interno di uno scenario di cambiamento epocale come quello che stiamo attraversando, interpella i cosiddetti corpi intermedi della società, compreso il nostro mondo associativo, ad una revisione profonda dei modelli e dei contenuti fin qui utilizzati. L’impatto della crisi, associato agli effetti della globalizzazione, ha aumentato le differenze tra i territori ed è necessario che il sistema si avvicini sempre di più alle aziende, ai distretti, alle filiere operanti a livello locale, se vuole cogliere ed interpretare le esigenze reali delle imprese. Sarà sempre più necessario, se non vogliano perdere contatto con la realtà, partire dal basso, dalle reali esigenze di chi lavora, produce e vive sul territorio. L’Associazione, guardando lontano, deve riuscire a trasmettere una visione globale al proprio territorio, per fare sì che le imprese pensino globalmente ma agiscano localmente, per crescere e sviluppare il proprio contesto sociale, economico e culturale.

L’.attività che abbiamo realizzato nel 2015, analizzata e quantificata in modo analitico, offre la misura del lavoro svolto e ci indica in modo molto chiaro la strada da percorrere anche nel 2016 per rispondere ai bisogni reali delle imprese. La ricerca di nuovi strumenti e servizi di vantaggio, in affiancamento ad un continuo aggiornamento dei servIzI tradizionali, vanno a sfociare verso una consulenza alle imprese per aumentare la loro competitività sul mercato.
Questo intendiamo, quando parliamo di “valore aggiunto” che solo un’associazione può offrire agli imprenditori. Le donne e gli uomini che svolgono questo lavoro, sono il capitale umano che l’organizzazione di Lapam mette in campo ogni anno per raggiungere gli obiettivi associativi. La direzione intrapresa rimane l’investimento in professionalità, competenza e innovazione con una formazione continua del capitale umano, basata su un confronto costante tra imprenditori, collaboratori e struttura associativa.

La Gestione del Valore
Bilancio del Capitale Intellettuale 2015

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