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Paolo Scaroni ospite a MoRe 2022 parla di energia

Non sono pessimista: come si fa a vivere a Modena e a essere pessimisti?

Paolo Scaroni ha chiuso con questa battuta il suo intervento a MoRe Impresa Festival, la kermesse organizzata dalla nostra associazione, che è in corso di svolgimento e che si chiuderà oggi.

Paolo Scaroni che è intervenuto in Camera di Commercio, la quale sostiene l’iniziativa insieme a Fraer Leasing e Formart, si è concentrato sui temi dell’energia e, in particolare, sul gas. Dopo le esperienze come amministratore delegato di Eni e di Enel, oggi il manager veneto è presidente del Milan e deputy chairman di Banca Rothchild.

In veste di esperto di energia:

Per decenni la Russia è stato il nostro Texas, ci ha dato gas in cambio di prodotti esportati, e badate bene era così fin dai tempi dell’Unione Sovietica. Dopo la pandemia, col rialzo dei consumi e con l’inizio della transizione ecologica che ha indotto molti Paesi a rinunciare al carbone per il gas che produce metà della CO2, il prezzo si è alzato, con la Russia che, nonostante le richieste, ha cominciato a esportare il minimo previsto dai contratti. Con l’invasione dell’Ucraina poi sono arrivate le sanzioni, che sono giuste ma che hanno innescato contro sanzioni da parte russa: questo era prevedibile e andava previsto da subito, era lì che andava messo un tetto al prezzo del gas per evitare che le nazioni più esposte (Germania e Italia in testa, ma anche Austria e in genere l’Europa centro orientale) andassero in difficoltà. Non critico le sanzioni, bisognava farle, ma perché non abbiamo concordato come reagire tutti insieme alle contro sanzioni? Andare alla rinfusa per riempire i famosi stoccaggi ha scatenato una concorrenza che ha alzato il prezzo a dismisura, con le realtà esportatrici (in testa Norvegia e Stati Uniti) che hanno guadagnato. Mettersi d’accordo da subito sarebbe stato necessario

Scaroni, parlando alla platea e ai tanti ospiti istituzionali (dal Prefetto Camporota al sindaco di Modena Muzzarelli, dal presidente della Provincia Tomei a quello della Camera di Commercio Molinari, fino al presidente regionale Confartigianato Servadei e all’amministratore delegato di Fraer Leasing Furlan), ha passato in rassegna la situazione attuale:

Abbiamo gli stoccaggi pieni, supereremo l’inverno senza razionamenti, c’è solo il timore di un freddo tardivo, a marzo prossimo, che potrebbe creare qualche problema. Mi preoccupa di più l’inverso del 2023/2024, perché faremo più fatica a riempire gli stoccaggi e perché il gas liquido, che arriverà anche dai giacimenti di Eni in Mozambico, Algeria e Angola, oltre che dagli Usa e da altri Paesi, ha costi più alti. E poi occorreva un accordo su base europea anche sugli aiuti a imprese e cittadini: andare in ordine sparso non aiuta. Una cosa dobbiamo assolutamente imparare a fare, ed è risparmiare energia, sia come cittadini che come imprese, per molti anni credo che non compreremo più gas dalla Russia. Ma gli imprenditori, che sono molto creativi, troveranno soluzioni.

Il finale è sulle rinnovabili:

Fotovoltaico, energia idroelettrica, eolico, idrogeno… tutto serve e occorre investire per aumentarne la quota, è necessario fare tutto il possibile, sapendo bene che però solo il 20% della nostra energia è di natura elettrica (che si ricava col solare, ad esempio), mentre il restante 80% è di altra natura. La transizione ecologica deve accelerare il passo, ma occorre essere realisti e chiarire i tempi di questa transizione: penso al passaggio dal motore endotermico a quello elettrico, servono tempi certi per fare gli investimenti giusti, sapendo che l’Europa è responsabile però soltanto dell’8% della CO2 emessa dall’intero pianeta.

Le conclusioni sono state curate dal nostro presidente Gilberto Luppi, che ha messo in evidenza alcuni aspetti:

E’ stato un momento molto importante che ci ha ricordato sia che il futuro è difficile ma anche che la nostra capacita di reagire è forte. Serve uno Stato che semplifichi le norme per compiere la transizione energetica che è in atto: fotovoltaico e altre energie rinnovabili vanno implementate, va fatto tutto quello che si può fare per produrre energia pulita. E poi va condivisa: noi abbiamo poli industriali in cui è possibile creare comunità energetiche e mettere pannelli sopra i capannoni senza deturpare il paesaggio, e distribuirla sia alle imprese che alle abitazioni circostanti evitando la dispersione dovuta alle linee elettriche.

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