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Emergenza siccità: i provvedimenti adottati e le restrizioni in vigore

Martedì 21 giugno Regione Emilia Romagna ha dichiarato lo stato di crisi regionale fino al 21 settembre 2022 per gli effetti della siccità. La decisione è stata assunta dalla Cabina di regia per l’emergenza idrica, convocata dall’assessore all’Ambiente, Irene Priolo, in accordo col presidente della Giunta regionale, Stefano Bonaccini, cui hanno partecipato anche l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, i gestori del servizio idrico integrato, ATERSIR (l’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi Idrici e rifiuti), Anbi (l’Associazione nazionale bonifiche irrigazioni miglioramenti fondiari), Consorzio Canale Emiliano Romagnolo e l’Autorità Distrettuale del fiume Po e l’Aipo, l’Agenzia interregionale per il fiume Po.

Il modello di ordinanza comunale

ATERSIR, su incarico dell’Amministrazione regionale, ha quindi elaborato un modello di ordinanza che i comuni dovranno utilizzare ed eventualmente adattare in base alla situazione specifica del proprio territorio. L’obiettivo è quello di garantire un’applicazione il più possibile uniforme sul territorio regionale delle restrizioni d’uso delle risorse idriche.

Marialuisa Campani, dirigente ATERSIR specifica sul sito dell’ente come: “i cittadini hanno un ruolo strategico nel sistema idrico poiché riducendo i consumi contribuiscono alla conservazione della risorsa e aumentano la capacità di resilienza del sistema”.

Cosa contiene il modello di ordinanza comunale

Nello schema di ordinanza vengono ordinati, fino al 21 settembre 2022:

  • il divieto di prelievo dalla rete idrica di acqua potabile per uso extra-domestico ed in particolare per l’innaffiamento di orti, giardini e lavaggio automezzi nella fascia oraria compresa tra le 8:00 e le 21:00;
  • i prelievi di acqua dalla rete idrica sono consentiti esclusivamente per i normali usi domestici, zootecnici e industriali e comunque per tutte quelle attività regolarmente autorizzate per le quali necessiti l’uso di acqua potabile;
  • sono esclusi dalla presente ordinanza i servizi pubblici di igiene urbana;
  • il divieto di riempimento delle piscine, sia pubbliche che private, nonché il rinnovo anche parziale dell’acqua, è consentito esclusivamente previo accordo con il gestore della rete di acquedotto.

Sanzioni

Nel modello di ordinanza sono previste anche delle sanzioni, in particolare quelle penali previste dall’art. 650 del C.P. e le sanzioni amministrative da 25 a 500 euro secondo quanto disposto dall’articolo 7 bis del Decreto Legislativo n. 267. L’attività di controllo è delegata alla Polizia Locale.

Per maggiori informazioni e per approfondire l’ordinanza in vigore, vi invitiamo comunque a consultare il sito internet dell’ente in cui siete residenti.

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