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Rossi: «Le Pmi continuano a soffrire, di Consorzi fidi ne servirebbe uno regionale unico»

10 Aprile 2015

Le nubi della crisi non sono ancora scomparse dall' orizzonte delle piccole imprese e gli imprenditori devono ancora fare i conti con problemi di scarsa liquidità. Una situazione che ha spinto Confartigianato Lapam, le altre organizzazioni imprenditoriali e l' ABI, (Associazione delle banche italiane), a rinnovare interventi di sostegno alle aziende.
giorni scorsi è stato firmato l' accordo per il credito 2015, un pacchetto di misure che conferma gli impegni assunti fin dal 2009 con le intese siglate dal sistema bancario e dagli imprenditori. "Le condizioni di credito -spie ga Carlo Alberto Rossi, Segretario Generale LapamConfartigianato – non sono ancora tornate alla normalità. Continuiamo ad avere difficoltà di afflusso dei finanziamenti verso le piccole imprese. Da questa situazione scaturisce la necessità e la decisione di rinegoziare e riproporre fino al 31 dicembre 2017 l' attuale accordo Abi -imprese che sarebbe scaduto il 31 marzo".
tre le linee di intervento contenute nell' accordo. La prima si chiama 'Im prese in ripresa': prevede la sospensione della quota capitale delle rate di mutui e leasing e l' allungamento dei piani di ammortamento dei mutui e delle scadenze del credito a breve termine. "Que sto intervento – sottolinea Rossi – consentirà ancora, come è avvenuto in questi anni, di allungare i tempi di scadenza e quindi, per un certo periodo, di non restituire quota capitale, ma soltanto quota inte ressi. Questo perché si riconosce la straordinaria necessità di non bloccare le finanze di impresa che, oggi più che mai, hanno bisogno di essere impegnate sulla ripresa piuttosto che a saldare un passato difficile".
seconda iniziativa indicata nell' accordo si chiama 'Imprese in sviluppo': ha una dotazione complessiva di 10 miliardi destinata a fi nanziare i progetti imprenditoriali. Secondo il Segretario Generale Lapam Confartigianato "questa misura riguarderà un numero molto ristretto di piccole imprese perché, molto probabilmente, le banche si indirizzeranno verso le prime classi di rating e, in genere, le classi di rating e le piccole imprese 'litig ano', dato che i rating sono automatici e non sempre capiscono il reale merito di credito delle Pmi".
terzo intervento è dedicato a sostenere lo smobilizzo dei crediti delle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione. "La necessità di rinegoziare con le banche crediti per coprire i mancati pagamenti della Pa – spie ga Rossi – è utile per migliorare la situazione che non è ancora applicata appieno".
il Segretario Lapam accenna al ruolo dei consorzi fidi: "In questi anni in continua evoluzione, i consorzi fidi hanno avuto ruolo fondamentale per il sostegno alle piccole imprese. Ora è necessario che restino al passo coi tempi, eventualmente rivedendo le proprie mission e struttura, per mantenere il valore di questo strumento».


Lapam registra che per le PMI la crisi non è finita a causa della scarsa liquidità. Per questo è stato trovato un accordo in tre punti tra le Piccole e Medie Imprese e gli istituti bancari.

Se il Presidente Matteo Renzi sembra annunciare la fine della crisi, o almeno del periodo di stagnazione, così non viene raccontato da Confartigianato Lapam per quanto riguarda le piccole e medie imprese. Il problema più grave per le PMI non consiste tanto nella mancanza di domanda, bensì nella scarsa liquidità. Una situazione che ha spintoConfartigianato Lapam, le altre organizzazioni imprenditoriali e l' ABI, (Associazione delle banche italiane) a firmare l' accordo per il credito 2015. Si tratta di un pacchetto di misure che conferma gli impegni assunti fin dal 2009 con le intese siglate dal sistema bancario e dagli imprenditori.

CONDIZIONI DI CREDITO. " Le condizioni di credito – spiega Carlo Alberto Rossi, Segretario Generale Lapam Confartigianato – non sono ancora tornate alla normalità. Continuiamo ad avere difficoltà di afflusso dei finanziamenti verso le piccole imprese. Da questa situazione scaturisce la necessità e la decisione di rinegoziare e riproporre fino al 31 dicembre 2017 l' attuale accordo Abi-imprese che sarebbe scaduto il 31 marzo ".

LE TRE LINEE DI INTERVENTO. La prima si chiama 'Imprese in ripresa': prevede la sospensione della quota capitale delle rate di mutui e leasing e l' allungamento dei piani di ammortamento dei mutui e delle scadenze del credito a breve termine. La seconda iniziativa indicata nell' accordo si chiama 'Imprese in sviluppo': h a una dotazione complessiva di 10 miliardi destinata a finanziare i progetti imprenditoriali. Il terzo intervento è dedicato a sostenere lo smobilizzo dei crediti delle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione. Nel particolare:

1) IMPRESA RIPRESA. "Questo intervento – sottolinea Rossi – consentirà ancora, come è avvenuto in questi anni, di allungare i tempi di scadenza e quindi, per un certo periodo, di non restituire quota capitale, ma soltanto quota interessi. Questo perché si riconosce la straordinaria necessità di non bloccare le finanze di impresa che, oggi più che mai, hanno bisogno di essere impegnate sulla ripresa piuttosto che a saldare un passato difficile".

2) IMPRESA DI SVILUPPO. Secondo il Segretario Generale LapamConfartigianato "questa misura riguarderà un numero molto ristretto di piccole imprese perché, molto probabilmente, le banche si indirizzeranno verso le prime classi di rating e, in genere, le classi di rating e le piccole imprese 'litigano', dato che i rating sono automatici e non sempre capiscono il reale merito di credito delle Pmi".

3) SMOBILIZZO DEI CREDITI. "La necessità di rinegoziare con le banche crediti per coprire i mancati pagamenti della Pa – spiega Rossi – è utile per migliorare la situazione che non è ancora applicata appieno".

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