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Si avvicina la scelta delle superiori: quali sono i trend futuri e i mestieri più richiesti dalle imprese

Tante volte si sente dire che le imprese, nonostante il crescente tasso di disoccupazione, faticano a reperire personale adatto e qualificato. Ebbene, è proprio così. Per questo anche la scelta delle scuole superiori è importante: considerare gli indirizzi tecnici è opportuno e può offrire sbocchi futuri a ragazze e ragazzi. Lo diciamo in un momento in cui in provincia di Modena è disoccupato ben il 16% dei giovani tra 15 e 29 anni, mentre in provincia di Reggio il 12,5%. Due dati che devono farci riflettere.

Gilberto Luppi, presidente della nostra Associazione, commenta così l’elaborazione dei dati di UnioncamereANPAL da parte del nostro ufficio Studi.

Sul nostro territorio circa un terzo delle imprese fatica a reperire personale qualificato. È una percentuale molto elevata: il 34,6% a Modena e il 41,4% a Reggio. Questo nonostante la previsione nel 2020 di assunzioni di 14.670 giovani under 30 da parte di imprese modenesi e di 8.890 da parte di imprese reggiane.

Quali sono i mestieri più richiesti dalle imprese

I dati disponibili al momento (fine 2020) sono molto chiari e non ci sono solo laureati, ma anche diplomati di scuole tecniche o professionali.

I mestieri più difficili da reperire a Modena

Il nostro ufficio Studi rileva che i mestieri più difficili da reperire secondo le imprese modenesi riguardano i seguenti indirizzi:

  • riparazione dei veicoli a motore (70,6% dei candidati non si trovano),
  • ingegneria industriale (65,5%),
  • diploma in meccanica, meccatronica ed energia (63%),
  • ITS meccanica (58,3),
  • diploma professionale elettronico (51,7%),
  • diploma tecnico elettronica ed elettrotecnica (51,1%),
  • ingegneria elettronica (50%),
  • diploma tecnico in informatica e telecomunicazioni (47,4%).
I mestieri più difficili da reperire a Reggio Emilia

Nella provincia di Reggio Emilia, invece, riguardano:

  • impianti termoidraulici (93,3% dei candidati non si trovano),
  • ingegneria elettronica (80%),
  • nuove tecnologie per il made in Italy (77,8%),
  • ingegneria industriale (63,6%),
  • ristorazione (61%),
  • diploma in meccanica, meccatronica ed energia (60,8%),
  • agrario e agroalimentare (58,1%),
  • diploma professionale elettrico (55,2%).

Da questi dati emerge con chiarezza che scegliere una scuola tecnica o professionale non rappresenta una scelta di serie B – conferma il nostro presidente -. Pensiamo oggi quanto preziosi oggi i termotecnici o chi lavora nell’edilizia in genere… Si tratta di un modo di pensare al proprio futuro, senza dimenticare che a un diplomato non è comunque preclusa la possibilità di intraprendere l’università. L’importante è seguire le predisposizioni di ragazze e ragazzi che si affacciano al mondo delle superiori, facendo una scelta che avrà implicazioni importanti sulla loro vita.

L’indagine del nostro ufficio Studi (ciclicamente rinnovata proprio per darci modo di aiutare vari istituti delle medie inferiori per l’orientamento) presenta anche quelle che sono competenze, soft skills e nuovi trend necessari per chi si approccia al mondo del lavoro in giovane età.

Per il 34,4% delle nuove entrate sarà necessario avere un’ottima capacità di comunicare bene in italiano – prosegue Luppi – a seguire, per il 19,4% saranno fondamentali le competenze digitali, per il 15% capacità matematiche e infine per il 14,5% la capacità comunicativa in lingue straniere. Tra i nuovi trend c’è un 34,3% di giovani a cui sarà richiesta l’attitudine al risparmio energetico e per il 9,6% la capacità di applicare tecnologie 4.0. Ma le cosiddette soft skills, le capacità relazionali, sono le più richieste: il 61,4% dei ragazzi si dovrà mostrare capace di flessibilità e adattamento, il 50,1% di lavorare in gruppo, il 36,2% di risolvere problemi e il 33,9% la capacità di lavorare in autonomia.

Proseguendo nella lettura dell’indagine, si evince come nei prossimi anni un candidato su cinque, applicherà soluzioni creative e innovative e un candidato su dieci coordinerà altre persone.

I trend futuri per il lavoro del domani

I trend futuri sono tre:

  • globalizzazione,
  • tecnologia,
  • ambiente.

I mestieri che saranno più richiesti (e che probabilmente oggi non ci sono ancora) riguardano l’automazione e la robotica, l’utilizzo dei dati e il commercio online, inoltre le figure in grado di sviluppare strategie e soluzioni eco sostenibili come esperti del marketing green, in gestione dell’energia, chimici green, esperti di acquisti verdi, installatori di impianti a basso impatto ambientale.

La domanda di attitudini green sarà sempre più trasversale tra settori e livelli di specializzazione.

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