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Un’indagine del nostro Ufficio Studi sull’occupazione nel primo semestre 2021

6 Agosto 2021

Il recupero dell’occupazione sul 2019, secondo i dati reali del nostro Ufficio studi, è ormai completato: a giugno 2021 siamo tornati ai livelli di giugno 2019. Ma ci sono differenze sostanziali tra i diversi comparti. Le costruzioni stanno andando bene, grazie anche al traino del Superbonus 110%, mentre restano in difficoltà il commercio e soprattutto la ristorazione, che in quanto a ore lavorate è l’unico settore che va peggio nei primi sei mesi del 2021 rispetto al 2020.

È questa l’analisi dei dati del nostro Presidente generale Gilberto Luppi.

Ma veniamo ai dati elaborati dal nostro Ufficio studi. L’Associazione ha fornito servizi paghe nei primi sei mesi degli anni 2019, 2020 e 2021 a 3.282 imprese che costituiscono il campione in analisi. Il periodo considerato comprende in media 28.674 cedolini elaborati al mese.

La dinamica del numero di lavoratori per mese in rapporto allo stesso mese dell’anno precedente è di segno positivo nei primi tre mesi dell’anno 2020, in particolare nei primi due mesi, che rappresentavano ancora una situazione ordinaria, cominciando a calare da aprile in poi a seguito del primo lockdown.

L’inizio dell’anno 2021 eredita una situazione occupazionale critica dal periodo precedente a cui fanno seguito mesi di ulteriori restrizioni.

La ripresa occupazionale si nota da aprile in poi con un trend in crescita. L’anno 2021 inizia quindi con un numero di lavoratori inferiore del 3,2% rispetto a gennaio 2020 e superiore dell’1,1% rispetto a gennaio 2019, arrivando a giugno 2021 a superare il numero di lavoratori di giugno 2020 del 3,9% e recuperare i livelli occupazionali di giugno 2019.

In tutti e tre gli anni considerati cresce il numero di lavoratori a tempo indeterminato, che rappresentano il 79% del totale occupati del campione, arrivando nel primo semestre 2021 a superare del 3,6% il valore del 2019. Decresce tuttavia del 17% il numero di lavoratori a tempo determinato, dovuto al limitato numero di assunzioni e rinnovi di contratto durante il periodo di pandemia.

Il recupero dell’occupazione osservato nel corso del 2021 coinvolge la componente maschile, che dopo un calo tendenziale del -0,6% durante i primi sei mesi del 2020 rimbalza di un +5,5% durante il 2021 arrivando a superare i livelli occupazionali del 2019 del +4,9%.

La componente femminile al contrario, dopo una perdita iniziale nel 2020 del -2,1% del numero di occupate, mostra una dinamica piatta nei primi mesi del 2021 ritardando a maggio la ripresa occupazionale e restando quindi al di sotto dei livelli occupazionali del 2019 del -2,2%.

Questo dato – riprende Luppi – potrebbe essere dovuto al ritardo con cui hanno riaperto i settori del commercio, turismo e pubblici esercizi, a forte componente femminile, non riuscendo a recuperare ancora completamente livelli normali di attività nella media dei 6 mesi considerati.

Infine è interessante notare come si avvicinino al livello pre pandemia impiegati e operai, mentre calano del 7,5% gli apprendisti. Crescono i laureati (+7,2% sul 2019) e diplomati (+2,4%), mentre cala chi ha una licenza elementare o media.

In buona sostanza – spiega il Presidente Lapam – in termini assoluti il recupero è stato completato, grazie alle buone performance dei comparti che hanno reagito meglio alla pandemia. Restano però pesanti criticità che vengono evidenziate in particolare dalle ore lavorate.

Veniamo dunque, sempre con i dati del nostro Ufficio studi, al numero di ore lavorate che, per i primi due mesi dell’anno 2021, rimane al di sotto sia dei valori del 2020 che del 2019. Da marzo l’andamento rimane stabile recuperando il gap creatosi durante il 2020.

Complessivamente i primi sei mesi del 2021 superano del 20% le ore lavorate nel primo semestre 2020, ma rimangono al di sotto del 3,3% rispetto al primo semestre 2019.

Tra i settori maggiormente rappresentati nel campione (oltre 100 imprese) si osserva un completo recupero di ore lavorate nel primo semestre 2021 rispetto allo stesso periodo del 2019 nelle costruzioni, attività professionali e trasporti.

Per le costruzioni (che comprendono edilizia e impianti e rappresentano il 10,1% delle ore lavorate nel 2021 del campione d’imprese) le ore lavorate crescono del +13,4% rispetto allo stesso periodo 2019 e del +30,3% rispetto all’anno precedente.

In crescita anche le ore delle attività professionali scientifiche e tecniche (tra cui studi di architettura e consulenza aziendale, che rappresentano il 2,4% delle ore totali del 2021) con un +3,6% rispetto allo stesso periodo 2019 e +20,4% rispetto all’anno precedente.

Analogamente il trasporto e magazzinaggio (6,7% delle ore totali) segna un aumento del +2,9% sul 2019 e +26,9% sul 2020.

Il comparto manifatturiero, che incide per oltre la metà del monte ore (51,3%), rimane invece inferiore ai livelli del 2019 con un -1,3%, sebbene in recupero del +20,4% sul 2020.

Il commercio (ingrosso, dettaglio e autoriparazione, 12,5% del monte ore 2021) rimane per i primi sei mesi del 2021 inferiore ai valori del 2019 (-10,8%) sebbene in recupero sul 2020 (+15,4%).

Le attività dei servizi di alloggio e ristorazione (2,8% del monte ore) sono le uniche con valori al 2021 inferiori del -9% rispetto al 2020 e del -44,1% rispetto al 2019.

Come era lecito attendersi – conclude Luppi – gli effetti della pandemia sull’occupazione si stanno facendo sentire anche ‘spostando’ lavoratori tra diversi settori economici. Il recupero del numero assoluto di lavoratori è importante, ma il calo delle ore lavorate rimane e c’è ancora molta strada da fare per riprendere a crescere oltre la crisi pandemica. I prossimi mesi saranno decisivi e perché la ripresa sia effettiva è indispensabile, come abbiamo rimarcato più volte, che non ci siano altre chiusure e che, dunque, si faccia il possibile per accelerare sul fronte delle vaccinazioni.

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