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Vignali: “Più libertà ai piccoli per sostenere la ripresa”

Primo relatore della legge 180/2011, meglio nota come “Statuto delle Imprese”, l’On. Raffello Vignali, sarà ospite dell’Assemblea Generale Aspim Confartigianato. In questa intervista anticipa alcuni dei temi che verranno proposti il 9 ottobre alle ore 20.30 in sede centrale Lapam in via Emilia Ovest 775 a Modena.

Onorevole Vignali, sono passati alcuni anni dall’approvazione dello Statuto delle Imprese (legge n.180/2011) di cui è stato primo firmatario. Quale bilancio dà di quel progetto? Ha fatto la fine – come lei stesso temeva – dello statuto del contribuente, oppure ha innescato quel cambiamento culturale che molti si auspicavano?
«Lo Statuto delle Imprese era un progetto davvero ambizioso e ne eravamo consapevoli. L’Italia è stato il primo Paese UE a far diventare legge dello Stato la comunicazione della Commissione europea dello Small Business Act. Detto questo, alcune importanti misure dello Statuto delle Imprese sono state realizzate, come il Garante per le PMI e il recepimento della Direttiva sui tempi di pagamento. Altre misure dipendono dal Governo che, purtroppo, in questi anni non le attuate e questo ha in parte ridotto l’impatto positivo di questa politica. Penso soprattutto alla Legge annuale sulle PMI che, come previsto dallo Statuto, se attuata aiuterebbe enormemente la ricognizione delle problematiche e delle nostre imprese e quindi la messa in atto di misure specifiche a sostegno delle PMI. Nonostante i diversi Question time fatti al Governo in Aula la legge annuale continua a non vedere luce. Ad ogni modo è un dato di fatto che, seppur con queste difficoltà, lo Statuto è servito a creare una cultura più favorevole verso le PMI».

Infatti. Nonostante alcuni principi sacrosanti affermati in quella legge: come la semplificazione dei controlli, l’introduzione della certificazione privata sostitutiva al posto di quella pubblica e il principio che la PA non possa richiedere alle imprese documenti di cui è già in possesso, si fatica a vedere il cambiamento auspicato. Pensiamo ad esempio al Nuovo Codice degli Appalti o a misure come lo Split Payment. Sembra che in presenza della necessità di incrementare le entrate o ridurre le uscite, le misure varate dal governo vadano puntualmente nella direzione di porre intralcio alle timide possibilità di ripresa economica…
«Per quanto riguarda il Codice Appalti e lo Split Payment la situazione è effettivamente così, però è anche vero che in questi ultimi anni i Governi hanno realizzato politiche economiche mai viste prima e soprattutto che non hanno mai escluso le piccole imprese. E infatti i dati dell’economia e dell’occupazione confermano la bontà di molte scelte. Spesso ci si dimentica delle cose realizzate, ma l’abolizione del Sistri, della componente lavoro dell’IRAP e dell’IMU sugli imbullonati sono alcune di queste politiche positive realizzate e che le associazioni dei piccoli chiedevano a gran voce».

A proposito di cose positive, la Commissione Attività Produttive, di cui lei è membro, ha giocato un ruolo importante nell’analisi intorno a Industria 4.0 e alla conseguente approvazione dell’omonimo piano del governo. Oggi su cosa si sta concentrando il lavoro della Commissione?
«Industria 4.0 (ma sarebbe più opportuno chiamarla Impresa 4.0) è un altro esempio di politica virtuosa. Il “Piano Calenda” è nato da una indagine conoscitiva realizzata dalla mia Commissione, la Commissione Attività produttive, e ha segnato un nuovo modello di politica industriale: non più bandi a favore delle grandi imprese di certi settori, ma un incentivo automatico a chi rinnova, indipendentemente da settore e dimensione. La Commissione attualmente sta monitorando l’andamento del piano e chiedendo al Governo di inserire negli ammortamenti anche la formazione svolta in azienda».

Semplificazione normativa, taglio al cuneo fiscale, agevolazioni alle assunzioni, riforma della giustizia. I temi tra cui scegliere sono tanti. Lei quale indica come prioritario?
«A mio avviso ci sono due priorità urgenti e assolute: una semplificazione drastica della normativa e della burocrazia improntata al principio di proporzionalità e nuove misure efficaci per l’accesso al credito delle PMI. Se vogliamo sostenere la crescita dobbiamo dare più libertà al fare e garantire ai piccoli gli strumenti per investire in innovazione, internazionalizzazione e capitale umano».

Raffaello Vignali sarà ospite dell’Assemblea generale Aspim Confartigianato, lunedì 9 ottobre alle ore 20.30 in sede centrale Lapam, via Emilia Ovest 775, Modena.
maggiori informazioni
Alberto Belluzzi
rnalberto.belluzzi@lapam.eu
893111

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