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Gli abusivi stanno dilagando, riaprire i saloni è una scelta di salute pubblica

Gli abusivi stanno dilagando, parrucchieri, barbieri ed estetiste senza qualifica e senza le minime misure di sicurezza stanno lavorando andando in casa dei clienti o ricevendo i clienti nel proprio domicilio, approfittando della chiusura dei saloni a causa della zona rossa e delle chiusure imposte. La situazione sta superando il livello di guardia e oggi riaprire i saloni di parrucchiere e barbieri, oltre che i centri estetici, non è soltanto un modo per preservare un settore che ha sofferto più di altri, quanto una questione di salute pubblica.

Queste le parole di Giancarlo Santunione, presidente Lapam Confartigianato Benessere, che lancia per l’ennesima volta l’allarme, anche se questa volta è ancora più esplicito:

Stiamo assistendo a fenomeni di abusivismo inaccettabili e per rendersene conto basta fare un giro sul web: i nostri saloni sono facilmente controllabili e restano chiusi, mentre il lavoro nero impazza, facendosi beffe delle più basilari regole di sicurezza. E’ necessario, quanto meno, che i controlli siano molto più accurati e serrati di quanto non si stia facendo.

Santunione inoltre puntualizza:

Abbiamo scritto al Ministro dello Sviluppo Economico Giorgetti, sottolineando come la situazione sia ormai ingestibile e che tenere chiusi i saloni, che hanno protocolli e attenzioni verificabili e molto stringenti, va esattamente nella direzione opposta allo spirito del provvedimento. Il proliferare degli abusivi fa sì che il rischio di contagio venga amplificato. Abbiamo dunque chiesto che il Ministro intervenga per favorire una modifica del Dpcm del 2 marzo consentendo dunque lo svolgimento delle attività di acconciatura ed estetica nelle zone rosse, combattendo così in modo efficace gli abusivi.

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