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Ecco come trasformeremo le imprese in fabbriche intelligenti

5 Luglio 2017

«Preparate l'azienda per essere venduta, per non venderla mai». Esordisce così Gianluigi Viscardi, imprenditore bergamasco, presidente del Cluster Fabbrica Intelligente, ospite dell'evento organizzato in concomitanza con il Congresso della Meccanica "Dall'officina alla fabbrica intelligente". Una provocazione certo, ma nemmeno tanto. Viscardi, CEO di Cosberg, negli anni ha saputo trasformare la sua impresa in un'eccellenza dell'automazione riconosciuta a livello internazionale. Il suo mantra? «Investire in innovazione, ascoltare il cliente, gestire gli imprevisti e codificarli». Uno di questi il rischio di perdere maestranze "insostituibili", rischiando così di fermare la produzione. Seguendo queste direttrici inizia dunque la profonda trasformazione organizzativa dell'impresa bergamasca, che dal 2006 diviene punto di riferimento tecnologico in Italia e non solo.

Dopo aver automatizzato la propria impresa in ottica 4.0 e investito in competenze fresche (l'azienda dà lavoro ad 80 persone), Viscardi dà vita nel 2012 al Cluster Fabbrica Intelligente, raggruppando 357 imprese di cui il 76% piccole, sparse in tutt'Italia. «Non si può sfuggire al futuro e il futuro chiede di essere flessibili, riconfigurabili e di aver un altissimo valore aggiunto in termini di know-how. L'obbiettivo del Cluster è quello di mappare e proporre i migliori esempi di imprese manifatturiere italiane, per proporre ai Ministeri competenti soluzioni e indirizzi praticabili per restituire competitività al Paese». Nascono così le "imprese faro", esempi di aziende capaci di fare da riferimento e guidare la nave Italia verso le sfide lanciate dal modello Industria 4.0. Termine non gradito a Viscardi, che ricorda come molti abbiano intrapreso questa rotta già prima dell'omonimo Piano proposto dal Ministero dello Sviluppo Economico che, lo ricordiamo ancora una volta, è in scadenza e potrebbe non essere rifinanziato.

 

Quella della fabbrica intelligente è una definizione che calza a pennello anche alla BBG di Mirandola, altro eccellente ospite del convegno che – dopo il terribile terremoto del 2012 – ha saputo rialzarsi e rinnovarsi nei processi e nei sistemi. Fulvio Acquafresca, direttore generale dell'azienda, ha illustrato la grande sfida vinta da BBG: un percorso di automazione e gestione dei processi in grado di integrarla al meglio nella propria filiera. Cambiamenti che vanno guidati e selezionati attentamente, avvalendosi di partner affidabili. Per questo Lapam ha posto l'accento sull'accordo siglato con l'Ordine degli Ingegneri per accompagnare nell'innovazione le piccole imprese associate. Mario Ascari, presidente del comitato di ingegneria dell'informazione e membro dell'Ordine, ha dunque rimarcato la necessità di ponderare, valutare e capire al meglio le soluzioni più adatte caso per caso (iper e super ammortamenti in primis). Infine la dottoressa Margherita Peruzzini del dipartimento di Ingegneria dell'Università di Modena e Reggio Emilia, ha mostrato alcune soluzioni praticabili all'interno delle piccole imprese manifatturiere italiane, mentre Vittorio Ferrari della OSL di Savignano sul Panaro, impresa specializzata nell'implementazione di software Industria 4.0 per aziende metalmeccaniche e meccatroniche, ha mostrato le soluzioni adottate da alcuni clienti per interconnettere la produzione con i propri sistemi gestionali.

Al termine dell'iniziativa si è tenuto il Congresso di categoria, in cui l'imprenditore Daniele Zanasi, maestro tornitore titolare della BD Torneria di Castelfranco, ha proposto il nome di Davide Gruppi, titolare della F.lli Gruppi di Marano sul Panaro come suo successore alla guida del rinnovato consiglio di categoria, raccogliendo l'unanimità dei consensi (in alto la foto del rinnovato consiglio)

informazioni
Livio Lazzari
categoria Meccanica
.lazzari@lapam.eu
893111

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