Torna all'elenco

Iniziativa del ministero ambiente su controlli FGas

16 Luglio 2015

Informiamo le imprese che sono iniziati i controlli del Ministero dell’Ambiente sulle imprese che svolgono attività di installazione, manutenzione e riparazione di apparecchiature che contengono o che sono destinate a contenere FGAS.
che il Dpr 43/2012 prevede che le aziende che operano in questo ambito siano iscritte al registro nazionale FGAS e si avvalgano di personale certificato e siano esse stesse certificate. Anche nel caso di ditte individuali sussiste comunque l'obbligo di certificare sia l’addetto che l'impresa.

Dal 1 gennaio 2015 inoltre per acquisire gli F-Gas è necessario che l'azienda sia in possesso di apposita certificazione definitiva, pertanto i rivenditori e i distributori verificheranno che le aziende siano opportunamente certificate.
Ministero dell’Ambiente, nell’ambito delle attività di vigilanza e monitoraggio del sistema di Certificazione delle imprese che operano nel settore dei gas fluorurati a effetto serra (F-Gas), ha spedito in questi giorni una comunicazione tramite PEC alle aziende iscritte al Registro FGAS che NON hanno ancora conseguito la certificazione di impresa. In questa comunicazione si sollecitano le aziende che svolgono le attività suddette a procedere al completamento el processo di abilitazione certificando l’azienda, dimostrando di avere almeno un addetto certificato (con il cosiddetto “patentino del frigorista”).

Viene richiesto di compilare e inviare un questionario in cui si chiede il motivo della mancata certificazione. L’iniziativa ministeriale, pensata nel quadro delle attività di vigilanza e controllo, sottende la supposizione che una impresa registrata ma non certificata eserciti illegittimamente l’attività. Il Ministero chiede di riferire sul perché tale certificazione non è stata ancora ottenuta ed impone all’impresa di motivarne le ragioni attraverso l’accesso al sito Fgas, entro 15 giorni.

Si allega la lettera del Ministero. Le motivazioni per suffragare la mancata certificazione sono 5 (in attesa di rilascio certificato; non svolgimento di attività; difficoltà di reperimento degli Organismi di certificazione; non conoscenza degli obblighi; cessazione dell'impresa) e richiamiamo l'attenzione sulla "delicatezza" delle risposte – alcune delle quali possono attivare attività di vigilanza più approfondite. E’ ovvio che si tratta di una scelta personale che ogni impresa deve fare in base alle proprie esigenze.

Come Confartigianato a livello nazionale in data 14 luglio 2015 abbiamo inviato una lettera al Ministero (all'avv. Pernice, direttore generale per il clima e l'energia) dove premettendo innanzitutto che siamo favorevoli a iniziative volte ad assicurare il rispetto delle regole e la concorrenza leale tra gli operatori; abbiamo però evidenziato alcune perplessità sulle modalità del controllo e in particolare sottolineato come la vigilanza dovrebbe partire, e concentrarsi, con azioni sugli operatori non iscritti nel registro nazionale nè adeguatamente formati e magari nemmeno iscritti alla Camera di Commercio (senza regolarità contrattuale e contributiva per i lavoratori).

 

Per ulteriori chiarimenti potete contattare:

Daniele Casolari Tel. 059 893 111 – E-Mail 

Allegati

    Richiesta Informazioni

    Compila il modulo e sarai ricontattato al più presto

    Informativa Privacy

    Dichiarare di aver preso atto dell'informativa sul trattamento dei dati personali selezionando la casella: "Acconsento al trattamento dei dati personali"

    News correlate

    Share This