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Limite agli orari e stima della capienza massima per la ristorazione

Il DPCM del 18 ottobre ha previsto una serie di nuove restrizioni ai servizi di ristorazione, sia per quel che riguarda i limiti di orario, sia per quel che riguarda la comunicazione di capienza massima.
Per meglio comprendere l’applicazione pratica della norma, anche alla luce dei protocolli regionali, viene di seguito viene proposta una lettura del testo integrale del Decreto seguito da una sua interpretazione.

Articolo 1 – Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale,  Comma 8  “Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5,00 sino alle ore 24,00 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo, e sino alle ore 18,00 in assenza di consumo al tavolo; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché, fino alle ore 24,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze;”

Come interpretarlo

Per le attività che prevedono un consumo al tavolo, l’orario di inizio di tali attività è fissato non prima delle ore 5:00 e la chiusura non oltre le ore 24:00, indipendentemente dalla fornitura o meno di un apposito servizi, prevedendo una presenza massima di 6 persone per tavolo.

– Con riferimento al limite delle sei persone per tavolo, qualora l’impresa avesse delle prenotazioni per gruppi di numero superiore, non vi è altra possibilità che dividerli in diversi tavoli, tra di loro distanziati di almeno un metro, mantenendo comunque il numero massimo di sei persone per tavolo.

– Si ricorda inoltre che, per le persone sedute allo stesso tavolo, è necessario far sì che le sedute garantiscano il distanziamento interpersonale di almeno un metro, fatta eccezione per le persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale, e che detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale.

– In tutti gli altri casi (ovverosia laddove non vi sia consumo al tavolo), la chiusura dell’attività è fissata alle ore 18:00. Da questa ora scatta quindi il divieto della possibilità di consumare i prodotti sul posto nonché nelle immediate vicinanze dei locali di vendita, sempre al fine di evitare assembramenti. Resta permessa comunque, ma fino alle ore 24:00 l’attività di vendita con asporto dei prodotti, ma sempre con la misura del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

– Per l’attività di consegna al domicilio non sussistono limiti orari allo svolgimento delle stessa adottando le necessarie misure igienico-sanitarie nella fase di confezionamento e trasporto degli alimenti.

– Sempre il DPCM, modificando il precedente provvedimento del 13 ottobre, prevede  continuano a essere consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti negli aeroporti e negli ospedali, nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro;

– Sono assolutamente vietati gli assembramenti all’esterno del locale.

Articolo 1 – Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale – Comma 8 – (paragrafo successivo) “è fatto obbligo per gli esercenti di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti;”

Come interpretarlo

– Vige l’obbligo di esporre un cartello (nella parte sottostante è possibile scaricare il file da stampare e compilare) che indichi “il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo“. Ma come calcolare questo valore? È chiaro che questo valore dipende fondamentalmente dal numero di persone che possono essere collocate nei tavoli.

– Al numero di cui al punto precedente va sommato il numero di persone che possono servite al bancone, le quali debbono essere distanziate di almeno un metro.

– Si ricorda che all’interno del locale non possono essere consumate pietanze o prodotti di alun genere in piedi, e sono vietati gli assembramenti nel locale per qualsiasi motivo. I clienti che hanno prenotato debbono essere accompagnati al tavolo quanto prima e non lasciati in attesa (ad esempio nel caso in cui siano in attesa di qualcuno che si deve sedere allo stesso tavolo ma è in ritardo).

Facciamo un esempio: un ristorante con cinque tavoli ed un banco bar di un metro e mezzo può ospitare al massimo due persone al bancone (distanziate di almeno un metro come detto sopra) più sei persone per ognuno dei cinque tavoli, per un totale di trentadue persone, da scrivere sul cartello esposto (trenta nei tavoli e due al bancone). Naturalmente tra i tavoli deve esservi un distanziamento di almeno un metro, inteso come la distanza tra persone sedute ai diversi tavoli, e che le persone al tavolo debbono essere tra loro distanziate di almeno un metro, a meno che le stesse non siano soggette al distanziamento interpersonale.

– Cosa succede se nel ristorante di cui al punto precedente un tavolo viene occupato da una prenotazione di quattro persone anzichè sei? Il ristoratore non può fare entrare altre due persone, in quanto tutti i posti a sedere sono già occupati, (a meno che ovviamente non trovi un modo di collocare un ulteriore tavolo distanziato di un metro dagli altri tavoli in cui collacare altri clienti a sedere)

Il cartello da esporre

Di seguito è possibile scaricare il cartello da esporre con la specifica della capienza massima

Per maggiori informazioni

Per maggiori informazioni è possibile contattare i seguenti recapiti: 059/893111 – contattaci@lapam.eu

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