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«Modena – Sassuolo al collasso. L’ urgenza della Bretella rimane»

5 Settembre 2015

Genedani (Lapam) denuncia il degrado della strada urbana

È urgente una buona manutenzione della Modena-Sassuolo urbana, d' altro canto anche la realizzazione della Bretella è quanto mai urgente». Le seconda «non si vede», la prima «è al collasso, dovendosi sobbarcare un traffico da autostrada, e nemmeno di modeste dimensioni». Amedeo Genedani, presidente nazionale e locale di Lapam ConfartigianatoTrasporti, rilancia il tema della mobilità nel distretto. Non è un caso che l' appello arrivi all' indomani dell' inaugurazione del nuovo stabilimento Marazzi a Fiorano, che conferma come le aziende continuino ad investire (anche) sul territorio, nel senso che «chi pensava che il distretto ceramico sarebbe scomparso ha sbagliato previsione».

I volumi, ammette il numero uno di Lapam Confartigianato Trasporti, si sono stabilizzati, ma Genedani si scaglia contro «la moda di questi ultimi anni, ovvero sostenere che il distretto ceramico non ha più bisogno di un collegamento decente al resto del mondo e che, anzi, la Modena-Sassuolo urbana è più che sufficiente a reggere il traffico pesante». Chi sostiene questa tesi, spiega ancora Genedani, «non frequenta spesso la Modena-Sassuolo urbana e, soprattutto, non lo fa alla guida di un camion. Le condizioni del manto stradale – aggiunge Genedani – sono pietose, se si esclude il tratto di competenza della Provincia». E la prima corsia, per i mezzi pesanti, è talmente dissestata da danneggiare le gomme e le sospensioni dei mezzi, mettendo a rischio la sicurezza di chi la percorre, anche se a chi gestisce la struttura, evidentemente, va bene così, dal momento che «da poco è stata rimarcata la segnaletica orizzontale».

Non si rassegna, Genedani, all' immobilismo, e si chiede perché, «se è vero, come è vero, che il comprensorio ceramico movimenta quasi 400 milioni di metri quadri e che a questo occorre aggiungere l' indotto, continuiamo ad aspettare da decenni il collegamento del maggior distretto ceramico italiano e tra i maggiori del mondo?

Mi chiedo – conclude – cosa abbiano altri territori più del nostro». E non è, ammettiamo, l' unico a chiederselo tra i tanti che lavorano, vivono e si spostano lungo le direttrici del distretto ceramico.
Fogliani.

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