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Muzzarelli: “Vogliamo una città che cresca in modo sostenibile e innovativo”

Modena e il suo futuro

Abbiamo raggiunto il sindaco di Modena, Giancarlo Muzzarelli, per rivolgergli alcune domande sul presente e sul futuro della città estense all'indomani della sua riconferma come primo cittadino.

Quali sono i primi provvedimenti che intende adottare per favorire lo sviluppo delle piccole e medie imprese e per sostenere il commercio e artigianato di servizio e i centri storici?
scenario che abbiamo di fronte oggi è quello di una Modena viva e vivace, con turisti in aumento e tanti eventi, non solo d’estate ma dodici mesi all’anno. Questa è la Modena di oggi, che però non è certo esente, né potrebbe esserlo, da fenomeni epocali come l’esplosione dell’e-commerce, e più in generale da dinamiche di consumo profondamente cambiate. Per questo, abbiamo presentato due proposte: un fondo da 200mila euro annui da assegnare tramite bando alla rigenerazione e riqualificazione mirata degli esercizi commerciali e dell’artigianato di servizio per aree e per vie, da implementare con il concorso di fondi europei, nazionali e regionali, e per quanto riguarda in particolare il centro storico, vogliamo tagliare l’IMU per due anni ai proprietari degli immobili se essi si impegnano a ridurre del 50% i canoni di affitto per giovani commercianti e/o artigiani.

Si parla molto di infrastrutture per lo sviluppo, come le reti viarie per potenziare i collegamenti di persone e merci, come la banda ultra larga per accompagnare la rivoluzione digitale. Quali proposte ha per rispondere a queste esigenze non più rinviabili?
infrastrutture sono fondamentali, e mi riferisco tanto a quelle materiali quanto a quelle immateriali. Partendo da queste ultime, ricordo che già ora quattro aree produttive della città sono servite dalla banda larga in fibra ottica: Modena nord, Fiera, PIP 10 e San Damaso. Ora vogliamo estenderla alle imprese del quartiere artigianale-industriale dei Torrazzi. Tra le prossime tappe, vogliamo completare la l’implementazione dei servizi on-line per i cittadini e le imprese, e la costruzione del “Data Center territoriale-innovation Hub”. Dal punto di vista logistico e della mobilità, le priorità sono lo scalo merci di Marzaglia e la Complanarina. Ci aspettiamo risposte serie dal Governo.

Modena è una città storicamente attrattiva per le imprese, anche se non sempre ha saputo esercitare in modo compiuto questo fattore. Come pensa di poter far crescere questa vocazione, portando in città lavoro e sviluppo?
ricerca pubblicata negli scorsi mesi dal Sole 24 Ore ha indicato che proprio Modena è la prima città in Italia per investimenti pubblici al cittadino. Dopo anni difficili, abbiamo pigiato con forza l’acceleratore su questo terreno, che porta a lavoro e sviluppo.
nostro primo obiettivo è, quindi, quello di proseguire questa politica di investimenti, semplificare ancora le procedure per l’insediamento o l’ampliamento delle imprese, come abbiamo fatto con lo “sblocca Modena”, confermare e potenziare le reti della ricerca, del trasferimento tecnologico e dei servizi alle imprese (Tecnopolo, Democenter, Data Center), aiutare la nascita di imprese innovative (incubatori, Fab-Lab e co-working) e lo sviluppo della green economy, nell’ottica di Modena città unversitaria, con Unimore che sta diventando un player di livello internazionale. Sempre nell’ottica delle politiche di sostegno alla piccola e media impresa, continueremo a favorire ricerca e trasferimento tecnologico, innanzitutto grazie ai laboratori della Rete regionale nel Tecnopolo di Modena per la meccanica, i materiali e l’ICT e la Fondazione Democenter.
un esempio su tutti, quello del centro di ricerca per la medicina rigenerativa “Stefano Ferrari”, che non è soltanto un’eccellenza di livello mondiale che assicura nuovi orizzonti alla medicina e alle speranze dei malati, ma è formidabile per dare nuovi stimoli produttivi alle imprese. E dall’automotive all’agroalimentare non mancano certo eccellenze e “numeri uno” qui a Modena.

Il tema del consumo del suolo resta centrale in città. Al di là delle polemiche quali saranno le scelte qualificanti del suo secondo mandato sotto questo profilo?
È avviata la fase che porterà alla redazione del nuovo PUG (Piano Urbanistico Generale) in sostituzione del vecchio PSC. La gestione della fase transitoria ha avviato il percorso che disegnerà la città dei prossimi 30 anni. Il nuovo PUG recepirà appieno non solo il settimo Programma di azione ambientale dell’Unione Europea che fissa al 2050 l’obiettivo del consumo di suolo a saldo zero, ma anche la nuova legge urbanistica regionale che stabilisce che, sempre al 2050, il consumo ulteriore di suolo sia contenuto entro il 3% del territorio urbanizzato. Detto questo, che è la cornice fondamentale, aggiungo che la nuova urbanistica non si limiterà e non si può limitare al disegno della città, al freno del consumo di suolo, alle case accessibili a tutti, alle case passive e alla bioedilizia, all’aumento del verde: dovrà mettere al centro la persona, il suo ambiente di vita, le sue relazioni sociali, i luoghi di incontro e di comunità. La manutenzione e l’attenzione verso l’organizzazione degli spazi urbani per renderli funzionali e sicuri per le utenze più deboli, come bambini, anziani e disabili, deve essere il filo conduttore delle attività dei settori urbanistica e lavori pubblici. Ogni intervento, dal più piccolo al più grande, deve contribuire a realizzare una città più inclusiva. La città deve essere sempre più vivibile per tutti, bambini, giovani, adulti, anziani e disabili.

Quale equilibrio trovare tra Gdo e piccolo commercio? Come si possono sposare investimenti importanti come quelli sui Portali o nell’ex area Civ & Civ con la tutela del commercio di vicinato che mantiene anche una funzione sociale?
dicevamo all’inizio, nel mondo delle multinazionali di logistica, della gig economy e del commercio online sarebbe sbagliato continuare ad usare vecchi schemi. Lo sviluppo sostenibile inevitabilmente presuppone riqualificazione e rifunzionalizzazione dell’esistente.
è solo una questione quantitativa e di superficie, ma di distribuzione urbanistica delle funzioni.
chiave è la complementarietà e la questione urbanistica anche in questo senso è dirimente: servono idee chiare sulla società che abbiamo e che avremo al 2050. Basti pensare all’età media sempre più elevata, che richiede servizi di vicinato (incluso ed anzi in primis quelli di commercio) prossimi ai cittadini.

Il turismo in città è cresciuto e, finalmente, è diventato una leva importante di sviluppo. Tuttavia resta molto da fare, anche in termini di investimenti. La destinazione turistica Bologna Modena, inoltre, non può far sì che la nostra città resti un po’ in disparte?
scelto di rimanere collegati a Bologna, polo attrattivo con una consolidata vocazione turistica, perché rappresenta una porta d'accesso per tutta la regione. Pensiamo solo all'Aeroporto e ai flussi turistici legati alla Motor Valley. I risultati stanno confermando questa intuizione e potremo consolidarli se sapremo tutti insieme continuare a promuovere Modena e il territorio provinciale in una virtuosa integrazione con il sistema Regione e con Bologna. Certo, serve maggiore progettualità: abbiamo scelto la strada meno comoda, ma è quella che può dare, e sta dando, i risultati migliori.

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