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Produttori e addetti preoccupati dalle letture superficiali dello studio dell’ Oms

28 Ottobre 2015

Hanno scatenato profondo scalpore le dichiarazioni dell' Oms sul consumo di carni lavorate e insaccati. Si rincorrono da più parti le reazioni che invitano a non cadere nell' allarmismo.

E l' argomento è approdato anche sul tavolo del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Tra chi è rimasto sbigottito dalla ricerca presentata dallo Iarc è Paolo Ferrari, presidente del Consorzio cotechino e zampone igp. «Mi sembra di sognare Sono dati noti da tempo. Chiaro che se si mangia uno zampone intero ci sono dei rischi, ma non vorrei che queste dichiarazioni fossero strumentalizzate – chiosa Ferrari -Rimango allibito da quanto ho letto e sentito. Come associazione, con Assica stiamo valutando come muoverci per capire fino a che punti i dati siano veri o, in ogni caso, comunicati male.
i salumi, fatti di carne e sale, al tabacco mi sembra molto azzardato». Anche le associazioni di categoria prendono posizione. «Non avremo più carni rosse trattate e insaccati sulle nostre tavole? Non credo proprio. Come sempre, quando si parla di alimentazione, la cosa più importante è guardare alla qualità dei prodotti e scegliere in modo corretto utilizzando tutte le informazioni disponibili anche grazie alle nuove etichette – dicono William Toni, presidente Lapam Confartigianato alimentazione e presidente nazionale dello stesso comparto, e Maria Luisa Falchi, vicepresidente provinciale e nazionale di Cna alimentare – Le nuove norme sull'etichettatura, ad esempio, forniscono ampie garanzie al consumatore ed è possibile acquistare in sicurezza insaccati, salumi e carne rossa trattata, a patto che questa carne sia lavorata in modo corretto».

Aggiungono da parte loro Assomacellai e Fiesa Confesercenti: «le piccole produzioni italiane tipiche e quindi modenesi rappresentano carni di alta qualità e ad elevati contenuti nutrizionali», e quindi è più che mai «opportuno scongiurare l' allarmismo». Sul tema interviene anche il senatore Carlo Giovanardi che punta l' indice contro «animalisti fondamentalisti, vegani, ecoterroristi e per ultimo terroristi mediatici della Oms: sembra facciano a gara per distruggere una delle eccellenze alimentari di cui l' Italia può andare fiera nel mondo». La preoccupazione dei consumatori e dei produttori è arrivata al ministro della Salute Beatrice Lorenzin grazie a una interrogazione sottoscritta dal deputato modenese del Pd Edoardo Patriarca.

«Un tema così delicato – dice Patriarca – dovrebbe essere affrontato con rigore scientifico e senza eccedere in inutili allarmismi». Il presidente di Coldiretti Modena, Francesco Vincenzi, intende poi rassicurare i consumatori. «In dieci anni – informa Coldiretti Modena – il numero dei maiali nella provincia di Modena è quasi dimezzato passando da 457mila a 295mila capi con la produzione di carne che è calata dai 916mila quintali del 2004 ai 274mila del 2014. Solo nell' ultimo anno si è registrato un – 18% nella produzione della carne e un – 6,8% nei prezzi, per un calo della Produzione Lorda Vendibile del comparto pari al 23,5%. Il consumo di carne degli italiani con 78 chili a testa – precisa la Coldiretti – è ben al di sotto di quelli di Paesi come gli Stati Uniti con 125 chili a persona o degli australiani con 120 chili, ma anche dei francesi con 87 chili a testa. E dal punto di vista qualitativo la carne italiana – continua la Coldiretti – è meno grassa e la trasformazione in salumi avviene naturalmente solo con il sale senza l' uso dell' affumicatura messa sotto accusa dall' Om

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