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Pubblicato il decreto con le specifiche tecniche del registro degli operatori compro oro

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale numero 151 del 2 luglio 2018, il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 14 maggio 2018, recante le “Modalità tecniche di invio dei dati e di alimentazione del registro degli operatori compro oro”, registro che tuttavia non è ancora operativo, e che vedrà attivato entro tre mesi dall'entrata in vigore del provvedimento.

I contenuti del decreto

Il decreto stabilisce le caratteristiche e le modalità tecniche d'invio dei dati e di alimentazione del registro degli operatori compro oro, ovverosia le modalità di iscrizione degli operatori nel registro per le persone fisiche e le persone giuridiche, i dati da inserire (tra i quali vi sono, a titolo infromativo, l'indirizzo PEC, gli estremi della licenza e del conto corrente dedicato alle operazioni di compro oro), la struttura del registro, che comprende una sezione ad accesso pubblico ed una sottosezione ad accesso riservato, nonchè l'obbligo di tempestiva messa a disposizione dei dati al Ministero dell’Economia, all'Unità di informazione finanziaria per l’Italia (UIF), alla Guardia di finanza e all'autorità giudiziaria.

La finalità del registro è quella di rendere tempestivamente disponibili alle autorità competenti, all'autorità giudiziaria, al Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno e alle amministrazioni interessate, dati e informazioni riguardanti gli operatori compro oro. 

Larticolo 7 del decreto dedicato alle disposizioni finali, prevede che entro tre mesi dalla data di entrata invigore del provvedimento, verrà avviata la gestione del registro degli operatori compro oro.

Il sito internet che ospiterà il registro degli operatori compro oro

Come anticipato nella news pubblicato lo scorso 17 gennaio da Lapam (consultabile a questo link), il registro degli operatori che esercitano l'attività di compro oro sarà gestito dall’OAM, l’Organismo Agenti e Mediatori, che sul proprio sito www.organismo.am.it ha attivato la prima fase di accreditamento al portale, propedeutica alla successiva fase di iscrizione vera e propria sul registro una volta avviato.

La posizione e l'attività di Confartigianato Imprese

Confartigianato Imprese nel mese di novembre dello scorso anno ha partecipato alla consultazione pubblica indetta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze rappresentando una serie di istanze tese ad alleggerire la nuova mole di adempimenti imposti dal Decreto Legislativo 25 maggio 2017 (il primo provvedimento che ha introdotto le disposizioni per l'esercizio dell’attività di compro oro). In particolare è stata evidenziata con forza la necessità di non equiparare in senso stretto l’attività commerciale di compro oro a quella svolta in maniera residuale dalle imprese artigiane orafe, eliminando per queste ultime ulteriori elementi di complessità burocratica e richieste di dati già in possesso della Pubblica Amministrazione, escludendo dal campo di applicazione della norma le imprese artigiane il cui volume di affari derivante dall’attività di compro oro fosse marginale rispetto all’attività prevalente.

Il decreto stabilisce che l’OAM dovrà determinare il contributo previsto dalla legge a carico degli operatori a copertura dei costi di istituzione, sviluppo e gestione del registro. In relazione a quest’ultimo aspetto si segnala che – come auspicato da Confartiginato Imprese – nella determinazione del contributo a carico degli operatori si terrà conto della natura giuridica e della complessità organizzativa dell’operatore (numero di sedi operative, numero dei preposti) e l’esclusività o secondarietà dell’attività di compro oro esercitata.

Così il commento della Confartigianato nazionale : "Una piccola rivoluzione normativa dal sapore agrodolce per gli orafi artigiani, finiti in un impianto normativo che vuole smantellare le attività illecite esercitate troppo spesso dai compro oro, nonostante questa sia soltanto una parte marginale del lavoro quotidiano degli artigiani. Una battaglia che Confartigianato e il settore dell’oreficeria hanno combattuto per mesi, riuscendo ad ottenere la modulazione dei contributi sulla base della complessità organizzativa dell’impresa e sull’attività principale esercitata.
l’obiettivo finale era quello di esonerare completamente gli orafi artigiani da queste norme, è pur vero che tarare i costi dei nuovi adempimenti è un risultato che permetterà alle piccole imprese di scaricare una parte del carico burocratico in arrivo. Impegni e costi aggiuntivi che vanno dalla licenza di pubblica sicurezza, peraltro non prevista dalla legge per le imprese artigiane, all’obbligo di utilizzare un conto corrente riservato all’attività di compro oro. Oltre, ovviamente, all’iscrizione al registro degli operatori del settore, gestito dall’Organismo degli Agenti e dei Mediatori creditizi, e a tutte le comunicazioni di dati, informazioni e variazioni, per cui le imprese avranno a disposizione soltanto dieci giorni di tempo, troppo poco per evitare di incappare in multe e sanzioni amministrative.
"

Per maggiori informazioni

Di seguito viene allegata la guida ufficiale pubblicata a suo tempo per la prima fase di accreditamento al sito dell'OAM, per maggiori informazioni è possibile contattare la segreteria Licom Lapam inviando una richiesta di contatto al seguente riferimento: stefano.gelmuzzi@lapam.eu – 059 893 111

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