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Riordino normativo regionale dell’attività funebre

Con la delibera della Giunta Regionale dell’Emilia Romagna 1678/2019 sono state date nuove disposizioni per le imprese che svolgono l’attività funebre, le quali dovranno conformarsi a tale direttiva entro il 28 giugno 2020.

Riportiamo di seguito una prima analisi delle novità introdotte, alle quali faranno seguito ulteriori aggiornamenti a seguito dei chiarimenti richiesti al legislatore regionale.

La regolamentazione

La direttiva regionale dispone:

– L’introduzione della Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) anche per l’apertura delle sedi secondarie delle imprese, in modo da poter avere un riscontro certo in ordine alla localizzazione e quantità di aperture dei locali.

– Misure correttive rispetto ai precedenti provvedimenti per il raggiungimento dei requisiti minimi numerici di personale e mezzi che le società (o i consorzi) devono avere per poter garantire l’espletamento dell’attività, facendo esplicito riferimento ai contratti collettivi nazionali di lavoro. Le imprese che esercitano l’attività funebre devono dunque disporre di almeno quattro operatori funebri, o necrofori, in possesso dei requisiti formativi previsti dalla delibera di Giunta regionale 156 del 2005.

– Ogni impresa dovrà disporre dei requisiti previsti dalla normativa antimafia e di una persona, specificamente individuata, che svolga le funzioni di responsabile della conduzione dell’attività.

– Le imprese di onoranze funebri, le strutture di ricovero e cura, pubbliche e private accreditate, e le strutture socio-sanitarie a carattere residenziale accreditate dovranno conformarsi a quanto previsto dalla direttiva entro sei mesi (28 giugno 2020) dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna.

Come funzionano le nuove procedure

Per rafforzare il contrasto alla corruzione viene introdotta una procedura diretta all’accreditamento per le imprese funebri operanti nell’ambito delle strutture di ricovero e cura, pubbliche e private accreditate, e delle strutture socio-sanitarie a carattere residenziale accreditate. Ciò consentirà di identificare in maniera tracciabile le imprese e gli operatori funebri che accedono alle camere mortuarie per eseguire le funzioni di loro competenza.

Le imprese potranno accreditarsi attraverso l’inserimento dei dati previsti nell’apposita piattaforma informatica che sarà accessibile dal portale E-R Salute. Per accedere alle camere mortuarie delle strutture e per operarvi, dovranno essere in possesso del mandato dei familiari del defunto, timbrare – con un apposito badge – l’ingresso e le uscite dai locali sanitari.

Il personale incaricato dalla struttura sanitaria dovrà ricevere copia del mandato a operare, dai familiari del defunto, e potrà comunque richiedere agli addetti dell’impresa di identificarsi attraverso l’esibizione di un documento di riconoscimento personale.

Gli addetti dell’impresa non possono svolgere attività attinenti il funerale al di fuori delle camere mortuarie e degli spazi e dei locali di servizio annesse, puntualmente individuati dalle strutture sanitarie. Sono le stesse strutture a regolare lo svolgimento dell’attività degli addetti dell’impresa provvedendo all’individuazione di apposite fasce orarie in cui è concesso l’accesso.

Ogni accesso alle camere mortuarie sarà quindi tracciato e verificato tramite l’apposito badge. Il sistema consentirà, inoltre, di verificare in tempo reale eventuali concentrazioni sospette nell’assegnazione dei funerali alle stesse imprese e permetterà di predisporre un elenco di imprese accreditate a operare nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie, in modo da favorire la libera scelta dei cittadini. I nominativi delle imprese funebri accreditate saranno resi disponibili sul sito della Regione, nel portale Salute.

La posizione della segreteria provinciale Licom

Numerosi gli aspetti da chiarire, in ordine soprattutto alla realizzazione tecnica di alcuni aspetti operativi. Così Daniele Casolari, coordinatore sindacale Lapam : “Bene il contrasto alla corruzione e la trasparenza. Ma questo non deve avvenire favorendo le imprese di maggiori dimensioni in grado di fare fronte ai nuovi adempimenti rispetto alle piccole realtà a conduzione familiare. Da questo punto di vista è necessario che i nuovi adempimenti non creino delle barriere all’ingresso legate alla dimensione di impresa, ma lascino spazio alla libera competizione di tutte le realtà di questo settore di attività”

Per maggiori informazioni

Stefano Gelmuzzi
/893111
stefano.gelmuzzi@lapam.eu

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