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A Modena e Reggio Emilia aumentano i crimini informatici. La nostra analisi

Frena il calo dei delitti inerenti all’attività d’impresa denunciati a Modena e Reggio Emilia, soprattutto a causa dell’incremento molto alto di quelli di carattere informatico. Lo evidenzia uno studio condotto dall’Ufficio Studi Lapam Confartigianato sugli ultimi dati disponibili, quelli a fine 2019.

Nel periodo 2010-2019 i delitti nell’attività d’impresa sono calati in modo molto netto -24,3% a Modena e -20,3% a Reggio Emilia, dati decisamente migliori delle medie regionali dove il calo è stato del 18,3%, ma tra il 2018 e il 2019 c’è stato un leggero incremento, dell’1,1%. Complessivamente nel 2019 sono stati denunciati 11.192 infrazioni, con una incidenza di 17,9 delitti ogni 100 imprese, un dato superiore alla media regionale, ferma a 16,6.

Le denunce, qui il dato disponibile è quello regionale, trattano di danneggiamenti con 21.191 denunce nel 2019, la voce più alta, poi truffe, frodi e delitti informatici che, come vedremo, sono in rapida ascesa e che complessivamente superano quota 16mila in Emilia Romagna, furti di auto in sosta e in generale furti di autoveicoli poco meno di 16mila, furti in esercizi commerciali 8.438, ma anche ricettazione (1.198 casi), rapine sulla pubblica via (949) e in esercizi commerciali (309) ed estorsioni (680). Fino a riciclaggio, contraffazione e alle 46 rapine in banca e uffici postali, mentre solo 8 sono le denunce per usura.

Le truffe informatiche

La nostra indagine entra nel dettaglio in particolare sui delitti di natura informatica: a Modena, tra il 2010 e il 2019, frodi e truffe sono quasi raddoppiate (da 1.084 a 2.059) e l’incremento tra il 2018 e il 2019 è stato di un +12,9%, da 1.824 a 2.059 casi. A Reggio Emilia, nello stesso periodo, frodi e truffe sono più che raddoppiate (da 601 a 1.477, un incremento del 145,8%) e tra il 2018 e il 2019 c’è stato un balzo del 17,7%, da 1.255 a 1.477 casi.

Le imprese più colpite

L’Ufficio Studi conclude la ricerca con la tipologia di aziende più colpite: a livello regionale hanno subito almeno un incidente di sicurezza informatica (come, ad esempio, indisponibilità dei servizi, interruzione o corruzione dei dati fino alla divulgazione di dati riservati) il 10,5% delle attività manifatturiere, l’11,3% delle imprese del comparto costruzioni, il 9,5% dei servizi non finanziari. In totale si parla del 10,1% delle attività economiche, un numero davvero molto alto. Venendo al 2020, e quindi al periodo della pandemia, c’è un dato che emerge dall’indagine particolarmente interessante: in Emilia Romagna le imprese che hanno investito molto o moltissimo nella sicurezza informatica sono aumentate del 7,7% rispetto al 2019, con una quota complessiva pari al 41,6% delle imprese della regione.

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