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Cresce l’export delle PMI: Reggio Emilia +1,4% e Modena +7,1%

24 Giugno 2015

Le piccole e medie imprese sempre più in pole position sui mercati internazionali A tenere alta la bandiera del made in Italy sono soprattutto i prodotti alimentari.

Reggio Emila «Anche nel 2015 le piccole imprese sono in pole position nella corsa del made in Italy sui mercati internazionali. Nel primo trimestre di quest' anno Reggio Emilia ha fatto registrare un +1,4% nell' export per le Pmi rispetto allo stesso periodo 2014, mentre Modena ha fatto registrare un +7,1% rispetto allo stesso periodo 2014, complessivamente dall' Italia sono volati nel mondo prodotti per un valore di 25,8 miliardi di euro (pari al 27,2% del totale del nostro export manifatturiero), con un aumento complessivo del 4,1% rispetto allo stesso periodo del 2014».

Il segretario generale Lapam Confartigianato, Carlo Alberto Rossi, sottolinea i risultati delle vendite all' estero ottenuti dai settori con la maggiore presenza di micro e piccole imprese a Reggio Emilia e nel resto del Paese sulla base di un rapporto realizzato dall' associazione. Dalla rilevazione emerge che le vendite all' estero dei prodotti delle piccole imprese superano l' andamento complessivo delle nostre esportazioni che, nei primi tre mesi del 2015, hanno fatto registrare un aumento del 3,1%.

Complessivamente, tra marzo 2014 e marzo 2015, i prodotti esportati dalle micro e piccole imprese valgono 102,4 miliardi, pari al 6,2% del Pil. "Con questi numeri – sottolinea Rossi – Reggio Emilia conferma di essere un territorio a forte vocazione all' export, a partire proprio dalle piccole imprese, vere e proprie ambasciatrici dell' alta qualità made in Italy e componente fondamentale dell' economia». A tenere alta la bandiera made in Italy sono soprattutto i prodotti alimentari che mostrano un aumento del 5,9% del valore delle esportazioni. Bene anche i settori dei mobili (+5,6%) e dei prodotti in metallo (+4,3%). Ad apprezzare i prodotti delle nostre piccole imprese è la Corea del Sud, seguita da Cina, Usa, Hong Kong, Regno Unito, Spagna, Svizzera, Polonia. All' opposto ha registrato un vero crollo l' export verso la Russia, diminuito del 34,6%.

ConfartigianatoLapam ha calcolato che, senza il calo di vendite in Russia, l' export complessivo delle micro e piccole imprese italiane avrebbe registrato un tasso di crescita del 5,4%, di 1,3 punti superiore al 4,1% effettivo. In particolare la caduta delle vendite sul mercato russo vale ben 2,1 punti in Emilia Romagna e una cifra ancora superiore (stimabile in 3 punti percentuali) proprio per l' export delle Pmi modenesi che senza questa penalizzazione sarebbe cresciuto di oltre 10 punti.

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