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Dati di Export delle Piccole e Medie Imprese – l’Emilia Romagna è terza con +5,2%

3 Luglio 2015

Una buona fetta dei 25,8 miliardi di euro di merce esportata all' estero dalle Pmi italiane nel primo trimestre del 2015 (con un aumento del 4,1% rispetto allo stesso periodo del 2014) è stata prodotta in Emilia-Romagna, che nella prima parte dell' anno si è classificata è al terzo posto in Italia tra le regioni con maggior vocazione alle esportazioni con un +5,2% dietro soltanto a Veneto (+7%) e Piemonte (+6,7%).
rilevazione del centro studi di Confartigianato emerge che le vendite all' estero dei prodotti delle piccole imprese hanno superato l' andamento complessivo delle esportazioni nazionali, che nei primi tre mesi del 2015 hanno fatto registrare un aumento del 3,1%.

Complessivamente, tra marzo 2014 e marzo 2015, i prodotti esportati dalle micro e piccole imprese sono stati pari a 102,4 miliardi di euro, ovvero il 6,2% del Pil. A tenere alta la bandiera del made in Italy nel mondo sono stati soprattutto i prodotti alimentari, che hanno registrato un aumento del 5,9% del valore delle esportazioni. Bene anche i settori dei mobili (+5,6%) e dei prodotti in metallo (+4,3%).

A livello provinciale la migliore performance per le vendite all' estero delle pmi è stata quella di Napoli che, tra il primo trimestre 2014 e i primi tre mesi del 2015, ha visto crescere le esportazioni del 14,1%. Al secondo posto invece Belluno (+13,2%), seguita da Treviso (+11,8%), Alessandria (+11,6%), Pordenone (+10,4%), Salerno (+8,6%), Vicenza (+8,2%), Modena (+7,1%), Bolzano (+6%), Como (+5,3%), Perugia (+5,2%) e Torino (+5,1%).

Ad apprezzare maggiormente i prodotti delle piccole e medie imprese italiane è stata la Corea del Sud, dove l' export è cresciuto del 24,4%, seguita da Cina (+19,7%), Stati Uniti (+18,3%), Hong Kong (+11,5%), Regno Unito (+9%), Spagna (+8%), Svizzera (+7,8%) e Polonia (+5,8%).

All' opposto ha registrato un vero e proprio crollo l' export delle imprese italiane verso la Russia, diminuito del 34,6%. Confartigianato ha calcolato che, senza il calo di vendite verso la Russia, l' export complessivo delle micro e piccole imprese italiane avrebbe registrato un tasso di crescita del 5,4%, di 1,3 punti superiore al 4,1% effettivo. In particolare il trend al ribasso delle vendite sul mercato russo è costato 2,1 punti di mancata crescita dell' export in Emilia-Romagna. "I numeri dimostrano chiaramente che le piccole imprese sono ottime ambasciatrici dell' alta qualità made in Italy – ha spiegato il presidente di Confartigianato Emilia-Romagna Marco Granelli – siamo una componente fondamentale dell' economia del nostro paese, in barba a chi dice che piccolo non è più bello e che l' unico modo di restare competitivi è fare massa critica: le competenze e la qualità non hanno dimensione".

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