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Delitti inerenti all’attività d’impresa

26 Febbraio 2021

Gli ultimi dati disponibili ci dicono che nel 2019 in Emilia Romagna sono 65.680 i delitti denunciati dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria inerenti all’attività d’impresa (come furti o rapine in esercizi commerciali, furti di automezzi pesanti trasportanti merci, truffe e frodi informatiche, contraffazione di marchi e prodotti industriali, ricettazione, contrabbando, eccetera). In rapporto al numero di unità locali ciò significa 16,6 denunce ogni 100 imprese (è 17,9 la media italiana).

Sebbene elevato, questo numero rappresenta circa un terzo (il 31,9%) del totale dei delitti denunciati in regione, con una incidenza inferiore rispetto alla media nazionale che è del 36,9% e il secondo valore più basso dopo il Trentino Alto-Adige.

La provincia di Modena ne conta una quota elevata: 11.192 (pari al 17% del totale regionale), seconda solo a Bologna e seguita da una ben più contenuta Reggio Emilia con 6.684 denunce (il 10,2% del totale regionale). In rapporto al relativo numero di unità locali ciò si traduce in 17,9 denunce a Modena e 15,1 denunce a Reggio Emilia ogni 100 imprese.

Trend in calo

In Emilia-Romagna i dati a nostra disposizione dal 2010 ad oggi registrano 14.759 delitti inerenti all’attività d’impresa in meno, pari ad un calo del -18,3%. Questo trend è più accentuato rispetto al calo della totalità dei delitti denunciati in regione che nello stesso periodo è del -8,9%. In particolare negli ultimi 4 anni, dal 2015 in poi, c’è stata una riduzione costante dei delitti inerenti all’attività d’impresa. In particolare nella contraffazione di marchi e prodotti industriali, furti di autovetture, danneggiamenti, furti in auto in sosta, ricettazione, furti in esercizi commerciali e rapine in esercizi commerciali.

Nell’ultimo anno (2018-2019) il trend si conferma in calo del -1,4% ma non per tutte le province emiliano-romagnole: aumentano infatti i delitti inerenti all’attività d’impresa a Ferrara (+2%), Reggio Emilia (+1,3%) e Modena (+1,1%).

In controtendenza i delitti inerenti all’ambito informatico

I delitti informatici (come l’accesso abusivo ai sistemi informatici e le azioni volte a danneggiare o interrompere un sistema informatico/telematico) e le truffe e frodi informatiche (es. il phishing o le truffe per sottrarre denaro durante operazioni bancarie on line) sono più che raddoppiati negli ultimi 10 anni, passando da 7.897 nel 2010 (il 9,8% del totale delitti inerenti all’attività d’impresa) a 16.431 nel 2019 (il 25% del totale delitti inerenti all’attività d’impresa).

La provincia di Modena è passata da 1.084 denunce nel 2010 a 2.059 nel 2019, con un incremento del 12,9% nell’ultimo anno (2018-2019), arrivando così a pesare per il 18,4% sul totale dei delitti inerenti all’attività d’impresa. A Reggio Emilia si è passati da 601 denunce nel 2010 a 1.477 nel 2019, con un incremento nell’ultimo anno del 17,7% e un’incidenza del 22,1% sul totale.

Il 10,1% delle imprese italiane ha subito almeno un incidente di sicurezza ICT nel 2019, come ad esempio l’indisponibilità di servizi ICT, la distruzione o corruzione di dati o la divulgazione di dati riservati. Le pratiche per la sicurezza ICT più diffuse tra le imprese sono l’aggiornamento del software, il backup dei dati e l’autenticazione con password.

La pandemia ha accelerato la transizione digitale. Conseguentemente è aumentata l’importanza anche degli investimenti in sicurezza informatica: il 41,6% delle imprese lo ritengono importante o molto importante per lo svolgimento della propria attività, contro il 33,9% nel periodo pre-pandemia (2015-2019).

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