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La gestione dei rifiuti nelle attività di autoriparazione

Per autoriparazione si intende l’attività di manutenzione e di riparazione dei veicoli e dei complessi di veicoli a motore, ivi compresi ciclomotori, macchine agricole, rimorchi e carrelli adibiti al trasporto su strada di persone o cose.

Rientrano nell’attività di autoriparazione

  • tutti gli interventi di sostituzione, modificazione e ripristino di qualsiasi componente dei veicoli (o complessi di veicoli) a motore;
  • installazione sui veicoli (o complessi di veicoli) a motore di impianti e componenti fissi;
  • riparazione pneumatici, anche se svolta da impresa diversa da quella che effettua lo smontaggio e il rimontaggio.

Le tipologie di rifiuti prodotti da officine meccaniche di riparazione

  • Olio esausto
  • Batterie al piombo esauste
  • Filtri
  • Stracci, segatura, carta sporca
  • Filtri aria dei veicoli
  • Imballaggi in plastica
  • Imballaggi metallici
  • Imballaggi contaminati da sostanze pericolose
  • Rottami ferrosi da manutenzione veicoli
  • Fanghi spurgo pozzetti lavaggio
  • Pneumatici fuori uso
  • Candele, tubi in gomma
  • Apparecchiature fuori uso (lampadine)
  • Rottami non ferrosi da manutenzione veicoli
  • Rottami in plastica da manutenzione veicoli
  • Liquido per freni
  • Liquido antigelo contenente sostanze pericolose

Classificazione dei rifiuti secondo il codice CER

Ciascun rifiuto prodotto è classificato e codificato secondo un codice numerico noto come codice C.E.R. Il Codice Europeo dei Rifiuti rappresenta un elenco di rifiuti con il relativo simbolo identificativo composto da un numero di tre coppie di cifre (ad esempio: Batterie al piombo esauste – CER 16 06 01*, Olio esausto – CER 13 02 01* ).

Il Numero di riferimento del codice CER identifica il rifiuto secondo i seguenti criteri:

  • primi due numeri identificano la categoria o l’attività che genera i rifiuti;
  • secondi due numeri identificano il processo produttivo che genera il rifiuto;
  • terza coppia di numeri identificano il singolo rifiuto.

Il codice CER serve per catalogare ogni particolare rifiuto e viene utilizzato in ogni fase di gestione dal momento della produzione, a quella del trasporto, a quella di trattamento, di stoccaggio intermedio o di stoccaggio definitivo e compare quindi su formulari, sui Registri di Carico e Scarico e sul MUD (Modello Unico di Dichiarazione dei rifiuti che deve essere compilato ogni anno entro il 30 di aprile).

Il titolare dell’attività ha l’obbligo di classificare le varie tipologie di rifiuto prodotti e ritrovandole nel Catalogo Europeo dei Rifiuti. I rifiuti il cui codice CER è contrassegnato, nell’elenco dell’Allegato D – Parte IV del D.Lgs. 152/2006, con un asterisco “*” sono rifiuti pericolosi.

Quindi nell’elenco dei rifiuti speciali si distinguono:

  • rifiuti il cui codice CER non è contrassegnato da asterisco (rifiuti non pericolosi)
  • rifiuti il cui codice CER è contrassegnato da asterisco (rifiuti pericolosi)
  • rifiuti il cui codice CER è contrassegnato da asterisco e da voce speculare (rifiuti non pericolosi che tuttavia possono essere classificati pericolosi se, sottoposti ad analisi chimico- fisiche, contengono concentrazioni particolari di sostanze pericolose)

Alcuni divieti

Divieto di miscelare rifiuti pericolosi aventi differenti caratteristiche di pericolosità ovvero rifiuti pericolosi con rifiuti non pericolosi.

Vige inoltre il divieto di abbandono e di deposito incontrollato di rifiuti sul suolo e nel suolo ed il divieto di immissione di rifiuti nei corsi d’acqua, sia superficiali che sotterranei.

Deposito Temporaneo

È il raggruppamento dei rifiuti effettuato nel luogo in cui sono prodotti.

Il deposito temporaneo è permesso alle seguenti condizioni:

1. i rifiuti che contengono particolari sostanze chiamate inquinanti organici persistenti, previsti dal regolamento (Ce) 850/2004 e s.m. e i., devono essere depositati e gestiti con riferimento alle norme contenute in tale regolamento;

2. i rifiuti devono essere raccolti ed avviati alle operazioni di recupero o di smaltimento secondo una delle seguenti modalità alternative, a scelta del produttore dei rifiuti:

  • con cadenza almeno trimestrale, indipendentemente dalle quantità in deposito;
  • quando il quantitativo di rifiuti in deposito raggiunga complessivamente i 30 metri cubi di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi.
  • in ogni caso, allorché il quantitativo di rifiuti non superi il predetto limite all’anno, il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno;

3. il “deposito temporaneo” deve essere effettuato per categorie omogenee di rifiuti e nel rispetto delle relative norme tecniche, nonché, per i rifiuti pericolosi, nel rispetto delle norme che disciplinano il deposito delle sostanze pericolose in essi contenute;

4. devono essere rispettate le norme che disciplinano l’imballaggio e l’etichettatura delle sostanze pericolose.

Principali tipologie di rifiuti

Oli usati

Lo stoccaggio degli oli esausti va effettuato in cisterne apposite, serbatoi o fusti per il contenimento di liquidi. Il serbatoio di stoccaggio posto fuori terra, deve essere collocato su un pavimento impermeabilizzato dotato di un bacino di contenimento di capacità pari all’intero volume del serbatoio stesso. Qualora in uno stesso insediamento vi siano più serbatoi, potrà essere realizzato un solo bacino di contenimento di capacità pari alla terza parte di quella complessiva effettiva dei serbatoi. In ogni caso, il bacino deve essere di capacità pari a quella del più grande dei serbatoi. I serbatoi devono essere provvisti di opportuni dispositivi anti-traboccamento e qualora questi ultimi siano costituiti da una tubazione di troppo pieno il relativo scarico deve essere convogliato nella vasca di contenimento in modo da non costituire un pericolo per gli addetti e per l’ambiente.

I serbatoi di stoccaggio devono essere muniti di dispositivi necessari per effettuare in condizioni di sicurezza le operazioni di riempimento e svuotamento.

Le aziende con un quantitativo di olio stoccato superiore a 1 m3, sono soggette alla verifica dell’applicabilità delle norme in materia di prevenzione incendi.

Filtri

Considerando che i filtri potrebbero dar luogo a fuoriuscita di liquidi è necessario collocarli in contenitori a tenuta, corredati da idonei sistemi di raccolta per i liquidi.

I filtri olio devono essere stoccati, previo appropriato svuotamento dei residui di olio in essi contenuto. Durante le fasi di conferimento al trasportatore, la manipolazione dei rifiuti va effettuata avendo cura di verificare la tenuta stagna dei contenitori.

Tali recipienti devono essere provvisti di:

  • idonee chiusure per impedire la fuoriuscita del contenuto;
  • accessori e dispositivi atti a effettuare in condizioni di sicurezza le operazioni di riempimento e svuotamento;
  • maniglie per rendere sicure e agevoli le operazioni di movimentazione.

Batterie

I contenitori per lo stoccaggio delle batterie devono essere in materiale non attaccabile dall’acido solforico contenuto nelle batterie. I contenitori devono essere muniti di coperchio per evitare che altre sostanze possano finire anche accidentalmente a contatto con i rifiuti stoccati. I contenitori vanno posizionati in apposite aree di deposito temporaneo. Le aree di deposito temporaneo, inoltre, devono essere coperte e la base di deposito deve essere una superficie impermeabile (cemento, plastica, ecc.) protetta dagli agenti meteorologici e chiusa all’accesso di persone estranee.

Materiali assorbenti, stracci, segatura e carta sporca

Bisogna distinguere i due casi in cui gli stracci e/o i materiali assorbenti siano contaminati o meno da sostanze pericolose.

Avremo infatti due distinte categorie CER:

  • CER (15 02 03) assorbenti, materiali filtranti, stracci, indumenti protettivi non contaminati da sostanze pericolose.
  • CER (15 02 02*) assorbenti, materiali filtranti stracci e indumenti protettivi contaminati da sostanze pericolose.

Nel primo caso, in cui si ha a che fare con rifiuti non pericolosi, bisogna semplicemente raccogliere in modo differenziato tali materiali e depositarli temporaneamente in contenitori in plastica in una certa area di stoccaggio. Si fa, in genere, riferimento a contenitori del tipo di quelli riportati nella figura accanto. Diverso è invece il secondo caso: infatti bisogna attivare tutte le buone pratiche di gestione dei rifiuti pericolosi, ovvero, depositarli in contenitori chiusi (in plastica e/o di metallo) a tenuta stagna, per evitare che le sostanze pericolose possano fuoriuscire e rischiare di miscelarsi con altri rifiuti o altre sostanze.

I contenitori vanno posizionati nelle apposite aree di deposito temporaneo.

Rottami ferrosi

Tali rifiuti vanno collocati in appositi contenitori dotati di adeguata copertura.

I liquidi lubrorefigeranti

I liquidi degli impianti di raffreddamento dei motori, contenenti glicole e gli oli degli impianti frenanti, vanno stoccati singolarmente in serbatoi o fusti per il contenimento di liquidi.

Non miscelare tipologie diverse di rifiuti (oli freni con liquidi di raffreddamento o con altri oli motore o idraulici) utilizzando ogni singolo serbatoio per tipologia di rifiuto stoccato.

Su ciascun serbatoio va indicata la tipologia del rifiuto con indicazione di eventuali rischi per le sostanze contenute.

Il serbatoio di stoccaggio, posto fuori terra, deve essere collocato su un pavimento impermeabilizzato dotato di un bacino di contenimento di capacità pari all’intero volume del serbatoio stesso.

Qualora in uno stesso insediamento vi siano più serbatoi, contenenti però la medesima tipologia di rifiuto, potrà essere realizzato un solo bacino di contenimento di capacità pari alla terza parte di quella complessiva effettiva dei serbatoi.

Ogni serbatoio di stoccaggio deve essere munito di dispositivi necessari per effettuare in condizioni di sicurezza le operazioni di riempimento e svuotamento.

L’area dove sono posti i serbatoi deve essere chiusa, coperta e non accessibile a persone estranee.

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