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Canone unico: prolungare l’esenzione della quota Tosap

La legge di bilancio ha fissato al 31 marzo 2022 il termine per l’esenzione dal pagamento della tassa sull’occupazione del suolo pubblico (ne abbiamo parlato qui). L’imposta grava su quelle attività – il caso classico è rappresentato da bar e ristoranti – che svolgono la propria attività anche nelle aree pubbliche antistanti i locali.

L’appello delle associazioni per il prolungamento dell’esenzione della quota Tosap

Un’agevolazione che le associazioni modenesi chiedono di prolungare almeno sino a fine anno.

Purtroppo – osservano le quattro sigle – le conseguenze della pandemia non sono ancora archiviate. Anzi, il rincaro dell’energia e il seguente rallentamento dei consumi, assieme all’incertezza creata da quanto sta accadendo in Ucraina, sta influenzando pesantemente l’attività delle imprese.

Per questo facciamo un appello ai sindaci delle amministrazioni modenesi affinché l’esenzione sia prolungata quanto meno sino al termine del 2022. Anche perché questo beneficio, caduto in concomitanza con i mesi invernali, non ha certo consentito alle aziende di sfruttarne tutto il potenziale.

I mesi estivi, sottolineano le associazioni, saranno determinanti per numerose imprese.

Se non ci fosse una ripresa, dopo due anni di limitazioni di attività, numerose saranno le aziende costrette ad abbassare per sempre le saracinesche. Questo causerebbe il depauperamento delle nostre città, con ripercussioni anche sull’occupazione.

È per evitare questi rischi concreti che scriveremo a tutte le amministrazioni locali modenesi per chiedere una deliberazione in questo senso. Deliberazione che sarebbe la presa d’atto delle difficoltà che sta vivendo il commercio. Un settore importante non solo per il suo peso economico, ma anche per il contributo che offre alla comunità sul piano della vitalità delle territorio e del suo presidio.

Le altre richieste delle associazioni

Quello della quota Tosap del canone unico, peraltro, non costituisce l’unica richiesta delle associazioni.

Chiederemo ai comuni di costituire, magari con gli extra dividendi distribuiti dalle multiutility, fondi che consentano di esonerare dal pagamento di almeno il 50% della Tari per tutte quelle categorie di imprese che si trovano in grosse difficoltà economica a seguito del caro bolletta. Anche su questo tema riteniamo che le amministrazioni comunali, seguendo l’esempio di tanti comuni italiani, intraprendano azioni. La riflessione si deve aprire in modo da salvaguardare il tessuto economico più colpito dall’attuale situazione geopolitica.

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