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Lettera sul TFR – Erio Luigi Munari, presidente Lapam

9 Ottobre 2014

La situazione delle piccole e medie imprese è drammatica, lo stiamo dicendo da tempo. Non è pensabile che le pmi possano accollarsi ulteriori impegni finanziari come quello di anticipare il 50% del Tfr ai dipendenti. Francamente questa strada è impraticabile. Purtroppo qualcuno non ha capito che non abbiamo più margine e che qualsiasi intervento che vada ad appesantire le pmi avrà come conseguenza la chiusura di migliaia e migliaia di piccole imprese. Anche sul nostro territorio la situazione è pesantissima: dall’inizio della crisi, giugno 2008, a giugno 2014 il registro imprese certifica un calo di 2.310 unità. Di più, a calare sono soprattutto le imprese manifatturiere e del comparto costruzioni, ovvero quelle più strutturate. Siamo convinti che sia l’ora di dare una scossa forte, siamo all’ultimo giro e nell’arco di pochi anni, se non ci saranno interventi, assisteremo alla progressiva desertificazione del tessuto imprenditoriale nel nostro territorio. Una desertificazione che comporterà costi sociali pesantissimi. Da una parte occorre dare alle imprese una flessibilità ragionata ma reale, che consenta di contemperare diritti dei lavoratori ed esigenze del mercato. Basti pensare alle misure sui giovani introdotte che non hanno per ora prodotto risultati efficaci: non è sufficiente un po’ di buona volontà per dare lavoro, occorre una flessibilità intelligente, che consenta alle imprese di avere redditività, anche pensando a misure contrattualistiche diverse. Dall’altra parte è necessario far sì che le modalità dei servizi di collocamento e reimpiego colleghino strettamente gli interventi di sostegno al reddito con le misure di reinserimento nel mercato del lavoro, come accade in altri paesi dove questo servizio funziona. Occorre fare in modo che il diritto a percepire trattamenti di sostegno al reddito sia condizionato all’obbligo di partecipare a iniziative di reimpiego. Insomma la politica non può chiederci ancora sacrifici senza dare nulla in cambio.

Erio Luigi Munari, presidente di Lapam Confartigianato Modena

il Resto del Carlino MODENA gio, 9 ottobre 2014

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