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Un’indagine del nostro Ufficio Studi sul ricambio generazionale nelle imprese modenesi e reggiane

Gilberto Luppi, presidente della nostra associazione, commenta così la ricerca del nostro Ufficio Studi sul ricambio generazionale nelle imprese modenesi e reggiane.

Il tema del passaggio generazionale ci sta particolarmente a cuore come associazione di imprenditori. Inoltre è molto rilevante per le prospettive di tutte quelle imprese che si basano su un individuo o una famiglia, come accade spesso nelle piccole realtà. È un tema che si intreccia con la scelta della formazione dei giovani e ha a che fare con occupazione e tenuta del tessuto socio economico.

A Modena le imprese controllate da persona fisica o famiglia risultano essere 10.665 (ossia il 70,4% del totale delle imprese attive modenesi con più di 3 addetti escludendo l’agricoltura).

A Reggio Emilia risultano invece essere 7.818 (ossia il 73,6% del totale delle imprese attive reggiane con più di 3 addetti escludendo l’agricoltura). Mentre in Emilia Romagna si attestano al 72,6%.

I dati del ricambio generazionale nelle imprese familiari modenesi

Analizzando nel dettaglio settoriale, le imprese familiari modenesi sono attive principalmente nei settori del Commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli (74,6% del settore totale), a seguire nelle Costruzioni (71,5%), nei Servizi non commerciali (69,5%) e nel Manifatturiero esteso (68%).

Sulla base degli ultimi dati Istat disponibili, aggiornati al 2018, il 4,2% delle imprese familiari modenesi ha effettuato un passaggio generazionale più di 3 anni prima, con un’incidenza superiore alla media regionale (3,7%). Negli ultimi 3 anni si sono registrati ricambi generazionali nel 6,2% delle imprese familiari modenesi a fronte del 5,2% in Emilia-Romagna; mentre lo 0,9% delle imprese ha intenzione di effettuare il passaggio l’anno successivo, con valori leggermente inferiori alla media regionale (1,1%).

L’8,5% delle imprese familiari modenesi non ha ancora attuato il ricambio generazionale, ma lo considera possibile nei prossimi 5 anni, tuttavia nella stragrande maggioranza delle imprese, l’80,2%, il ricambio generazionale non è né avvenuto né previsto, in linea con la percentuale regionale che si attesta al 79,8%.

E chi ha già compiuto il ricambio generazionale?

Tra le imprese che hanno già compiuto un ricambio generazionale al momento della rilevazione o hanno in programma di effettuarlo l’anno successivo, l’87% coinvolgono altri membri della famiglia. Il restante il 13% ha vissuto o prevede un ricambio generazionale al di fuori dell’ambito familiare. Una percentuale più che doppia rispetto alla media regionale che si ferma al 6,6%.

Il 43,3% delle imprese familiari modenesi afferma di non avere incontrato alcun ostacolo o difficoltà nell’affrontare il passaggio generazionale, mentre tra quelle che vedono problemi le principali difficoltà sono:

  • l’assenza di eredi o successori interessati e/o qualificati (22,4%);
  • le difficoltà burocratiche, legislative o fiscali (17,1%);
  • le difficoltà nel trasferire competenze e/o contatti con clienti e fornitori (13,1%);
  • le difficoltà economiche e/o finanziarie (13,2%).

I dati del ricambio generazionale nelle imprese familiari reggiane

Analizzando nel dettaglio settoriale, le imprese familiari reggiane si concentrano nel Commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli (con il 75,1%), a seguire vi sono i Servizi non commerciali (74,9%), il settore Manifatturiero esteso (72%) e le Costruzioni (70,4%).

Facendo sempre riferimento agli ultimi dati Istat disponibili (2018), per quanto riguarda Reggio Emilia il 4,6% delle imprese familiari ha effettuato un passaggio generazionale più di 3 anni prima, anche in questo caso con un’incidenza superiore alla media regionale (3,7%). Negli ultimi 3 anni si sono registrati ricambi generazionali nel 4,6% delle imprese familiari reggiane a fronte del 5,2% in Emilia-Romagna; mentre lo 0,8% delle imprese ha intenzione di effettuare il passaggio l’anno successivo, con valori leggermente inferiori alla media regionale (1,1%).

Il 10.6% delle imprese familiari reggiane non ha ancora attuato il ricambio generazionale, ma lo considera possibile nei prossimi 5 anni, tuttavia nella stragrande maggioranza delle imprese, il 79,3%, il ricambio generazionale non è né avvenuto né previsto, in linea con la percentuale regionale (79,8%).

E chi ha già compiuto il ricambio generazionale?

Tra le imprese che hanno già compiuto un ricambio generazionale al momento della rilevazione o hanno in programma di effettuarlo l’anno successivo, il 96,7% coinvolgono altri membri della famiglia. Il restante il 3,3% ha vissuto o prevede un ricambio generazionale al di fuori dell’ambito familiare. La metà rispetto alla media regionale che è al 6,6%.

Il 47% delle imprese familiari reggiane afferma di non avere incontrato alcun ostacolo o difficoltà nell’affrontare il passaggio generazionale, mentre tra quelle che vedono problemi le principali difficoltà sono:

  • l’assenza di eredi o successori interessati o qualificati (20,4%);
  • le difficoltà burocratiche, legislative o fiscali (15,2%);
  • le difficoltà nel trasferire competenze o contatti con clienti e fornitori (14,3%);
  • le difficoltà economiche o finanziarie (10,1%).

Il commento del presidente Luppi ai dati del ricambio generazionale

Questi dati mettono in evidenza che le qualifiche degli eredi sono molto importanti e che vanno tolti gli ostacoli al ricambio generazionale. Ma occorre anche ragionare di un ricambio che non passi necessariamente da genitori a figli. Il passaggio può essere anche verso dipendenti o altre figure che possano mandare avanti l’azienda, per preservarne know how, occupazione e mercato.

Il Presidente Gilberto Luppi

Un ulteriore approfondimento sul ricambio generazionale

Per indagare quante imprese saranno interessate nei prossimi anni dal passaggio generazionale, il nostro Ufficio Studi ha osservato il numero di artigiani iscritti al relativo fondo pensionistico gestito dall’INPS (gli iscritti comprendono titolari e familiari coadiuvanti).

Analizzando gli iscritti per classe di età, risulta che i giovani under 35 sono la fascia d’età meno rappresentata (9,4% nella provincia di Modena e l’11,4% nella provincia di Reggio). Le percentuali aumentano per la fascia 35-44 anni arrivando al 19,8% a Modena e al 24% a Reggio Emilia, culminando tra i 45-54 anni al 33,5% a Modena e al 32% a Reggio.

È ancora relativamente consistente la fascia tra i 55 e 64 anni col 26,2% (22,9% a Reggio), mentre gli iscritti con 65 anni e più sono l’11,1% in provincia di Modena e 9,7% in provincia di Reggio Emilia.

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