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Fiorano: Imprese, manifattura e ristoranti in crescita In calo edilizia, estetisti e parrucchieri

Fiorano, la fotografia della Lapam sull'andamento delle aziende: «Segnali di ripresa»

Crescono le aziende che offrono servizi alle imprese nell' ambito della comunicazione, delle assicurazioni, dell' immobiliare; calano invece le realtà artigiane legate alla persone, come parrucchieri ed estetisti.

A scattare la fotografia dell' andamento delle imprese fioranesi è la Lapam sulla base di una rielaborazione dei dati delle Camera di commercio di Modena. A fine 2015 Fiorano conta 1553 imprese, 23 in più rispetto al 2014, il numero più alto dal 2008, l' inizio della crisi economica. «Siamo di fronte a un complessivo segnale positivo – commenta il segretario Lapam di Fiorano sergio Romagnoli (nella foto) – speriamo apra un trend di crescita che per essere confermato deve tornare a vedere un aumento dei consumi delle famiglie e sopratutto un calo della pressione fiscale alle imprese».

Nel dettaglio, gli incrementi si registrano soprattutto nelle attività manifatturiere finalmente in ripresa (da 366 a 375), nelle attività finanziarie e assicurative (da 17 a 23), immobiliari (da 137 a 139), noleggio e agenzie di viaggio (da 38 a 44), alloggio e ristorazione (da 96 a 103). Diminuiscono invece le aziende agricole, commerciali e le autofficine (da 353 a 349).
numeri sollecitano a Romagnoli due considerazioni: «L' aumento per la prima volta in questi ultimi 7 anni delle imprese attive nel settore produttivo-manifatturiero e dei trasporti: una situazione nuova, poiché dal 2008, in poi avevamo sempre visto una riduzione delle imprese attive in questi settori». Per contro, spunta «una riduzione delle imprese attive nel settore del commercio, anche questa un' inversione di trend, poiché in questo settore le imprese erano sempre state in attivo».

Sorprese giungono anche dall' Albo Artigiani: a differenza dei dati riferiti al territorio nazionale, dove le imprese attive sono in calo, «a Fiorano invece abbiamo un aumento pari a 9 unità per una percentuale del 1,77%.

Quali indicazioni si possono trarre da questo quadro? Intanto è percepibile un risveglio della manifattura dopo un lungo periodo di buio, così come si evidenzia una conseguente ripresa dei trasporti e del magazzino. Bene anche le imprese della ristorazione, ma attenzione alle trappole: «Da quando è stato liberalizzato il settore sono aumentate le aperture di bar e ristoranti, situazione abbastanza pericolosa perché il mercato ormai è saturo».

Mentre è ancora notte fonda per le costruzioni («il settore edile sta soffrendo ormai da diversi anni e non riesce ancora a ripartire») e i servizi alla persona («barbieri,parrucchieri, estetisti): «Sono sempre meno i giovani che intraprendono questo tipo di attività. Le uniche nuove aperture in questo ambito sono da parte di stranieri».

GIANPAOLO ANNESE

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